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SOSPIRI: “CONVINCO I GIUDICI OPPURE LASCIO”. INCHIESTA PESCARA: “INFORMATO CONSIGLIO”

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L’AQUILA – “Ho informato per quanto possibile il Consiglio regionale sui contenuti dell’inchiesta che mi riguarda e ho detto che sono in attesa di conoscere ogni addebito e che sono a disposizione della magistratura”.

È quanto ha detto all’Ansa il presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, Forza Italia, confermando quanto dichiarato ai colleghi consiglieri in modo quasi informale al termine della giornata del Consiglio regionale. Sospiri, nipote di Nino, storico e stimato uomo politico ed ex sottosegretario alle Infrastrutture, ha fatto il suo intervento alla fine dei lavori. È apparso provato nei corridoi di palazzo dell’Emiciclo e il suo intervento è stato apprezzato anche dalle opposizioni.

“Quando sarò a conoscenza dei contenuti dell’accusa e sarò in grado di rispondere in modo adeguato e convincente e la questione sarà risolta, resterò al mio posto: in caso contrario sarò costretto a rimettere il mandato, in quanto eletto dall’intero Consiglio regionale”, ha sottolineato.

Sospiri è inquisito insieme al capogruppo ed ex assessore regionale di Forza Italia Mauro Febbo  nell’ambito delle indagini della procura di Pescara, che vedono al centro l’imprenditore della sanità Vincenzo Marinelli, presidente onorario del Pescara Calcio, la figlia Silvia Marinelli e cinque dipendenti delle società di famiglia, con l’ipotesi tutta da dimostrare di corruzione nell’ambito della fornitura di autobus elettrici in una gara indetta dal Comune di Pescara nell’agosto del 2020, per la quale Marinelli avrebbe fatto da intermediario per conto di un grosso imprenditore emiliano, fino alle forniture di apparecchiature mediche per il reparto di radiologia dell’ospedale Mazzini di Teramo.

“Il totale asservimento della funzione pubblica ricoperta di presidente del consiglio della Regione Abruzzo agli interessi privati di Vincenzo Marinelli e delle società allo stesso riconducibili (manifestatosi, tra l’altro, attraverso l’impegno ad affidare incarichi dirigenziali in ambito sanitario regionale e locale a persone di fiducia di Marinelli) in cambio di assunzioni e finanziamenti elettorali”: questa la motivazione, pubblicata dal Centro, nell’informativa della squadra mobile di Pescara e della guardia di finanza, presentata al magistrato il 23 aprile scorso, che ha portato ieri al sequestro del cellulare del presidente del Consiglio regionale. Le fiamme gialle hanno anche sequestrato documenti nell’ufficio del capogruppo Mauro Febbo.

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