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VIDEO | Verità e giustizia per Giulia Di Sabatino, sit in dinanzi al Tribunale di Teramo

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TERAMO – Chiedono ancora una volta giustizia i familiari di Giulia Di Sabatino, la ragazza di 19 anni di Tortoreto i cui resti furono ritrovati nei pressi di un cavalcavia lungo la A14,  il primo settembre del 2015.

Stamane infatti è entrato nel vivo il processo che vede imputato per induzione alla prostituzione minorile e pornografia minorile un 30enne di Giulianova. É lui uno dei tre all’epoca indagati e poi archiviati nell’inchiesta per la morte di Giulia, la stessa ragazza il cui nome è stato ritrovato in un file all’interno di una pennetta usb sequestrata.

A confermarlo sono stati gli esperti informatici della Polizia postale chiamati a testimoniare dall’accusa. Sono loro che hanno scoperto nei dispositivi sequestrati all’imputato sottoposti ad una consulenza in seguito alla perquisizione in casa. Una vicenda che risale all’epoca in cui Giulia era ancora minorenne, aveva 17 anni, mentre lui era già un uomo.


La famiglia di Giulia si è costituita parte civile nel processo, fiduciosa che proprio da questo dibattimento possano emergere altri importanti elementi utili per poter far riaprire le indagini sulla morte di Giulia.

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