cronaca

E sul territorio c’è il giro di vite  Norme ignorate, dodici multati

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CELANO. Celano presidiata dalle forze dell’ordine. Rafforzati i controlli straordinari sul territorio per vigilare sul rispetto delle restrizioni imposte dalla zona rossa, scattata dodici giorni fa…

CELANO. Celano presidiata dalle forze dell’ordine. Rafforzati i controlli straordinari sul territorio per vigilare sul rispetto delle restrizioni imposte dalla zona rossa, scattata dodici giorni fa dopo la rapida escalation dei contagi. Il focolaio, scoppiato durante una partita di calcetto tra giovanissimi, si era presto diffuso nelle scuole e nelle famiglie, inducendo l’unità di crisi regionale a correre ai ripari. Ieri mattina in città sono arrivate le volanti della polizia di Avezzano, coadiuvate dai colleghi del reparto prevenzione crimine di Pescara. In tutto sono stati effettuati sei posti di blocco, monitorati dieci esercizi pubblici e controllati 41 automobili e 49 persone. Non sono state comminate sanzioni. Il servizio anti-Covid è stato coordinato dal vicequestore del commissariato, Giancarlo Ippoliti. Sono in tutto 12 le multe emesse nei confronti di altrettanti celanesi dai carabinieri della compagnia di Avezzano, guidati dal capitano Luigi Strianese, che hanno intensificato la presenza sul territorio sin dal primo giorno di zona rossa, predisponendo due pattuglie fisse ed eventuali rinforzi. Di queste undici sono state elevate negli ultimi tre giorni per lo più nei confronti di giovani sorpresi in giro, a piedi o in auto, senza un valido motivo. Proprio nei giorni scorsi alcuni cittadini e titolari di esercizi, chiusi da decreto, erano tornati a invocare presìdi delle forze dell’ordine. È il caso di Antonella Marcanio che ha invocato l’intervento del governatore Marco Marsilio, parlando di «comportamenti negligenti e totale non curanza delle regole» e «aperitivi cenati e festeggiamenti di lauree e compleanni in un paese senza controllo, incapace di gestire negligenza e ignoranza». «Ho otto familiari contagiati, di cui due in ospedale, che equivalgono a cinque famiglie in quarantena», aggiunge la celanese, «quanti familiari ancora devo vedermi caricare dall’ambulanza? Quante notti e giorni nell’angoscia di poter perdere persone care prima che le istituzioni di competenza, decidano di prendere immediati, concreti e drastici provvedimenti disciplinari e di reale chiusura?». (f.d.m.)

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