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COVID E RIAPERTURE PALESTRE, L’ALLARME DEI GESTORI: “POCHI AIUTI E TANTI DEBITI. FUTURO INCERTO”

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L’AQUILA – Il conto alla rovescia è partito. Secondo quanto deciso con l’ultimo decreto dell’esecutivo targato Mario Draghi da lunedì 24 maggio riapriranno infatti le palestre. Una scelta agrodolce, visto che molte delle associazioni e società sportive da una parte si definiscono soddisfatte ma dall’altra sono deluse per il fatto di non aver potuto lavorare per mesi e, al contempo, per “aver ricevuto aiuti quasi pari allo zero, a fronte dei debiti che invece si sono accumulati nel tempo”.

Anche con le riaperture all’esterno nei primi mesi di maggio quando, dicono ad AbruzzoWeb i titolari del centro fitness Fit4Fun dell’Aquila, Tommaso e Silvio Garofoli, “si sarà reiscritto solo il 2 per cento totale dei clienti pre covid”.

“La situazione è drammatica – dicono – soprattutto perché si potrà tornare a fare sport in un periodo in cui solitamente le palestre iniziano a svuotarsi. E’ un po’ come se si riaprissero gli stabilimenti balneari a ottobre e, in ogni caso, una volta ripartiti bisognerà comunque fare i conti con gli abbonamenti da recuperare dall’inizio della pandemia. Il tutto senza aver ricevuto alcun aiuto per mesi, con incassi pari allo zero e con tutte le difficoltà legate a una miriade di incertezze sul futuro”.

Perché effettivamente né si sa quanto la gente si fiderà di tornare al chiuso, nè quanto sarà in grado di attenersi alle regole imposte dalla normativa. Anche in base all’ultimo decreto, infatti, nelle palestre sarà previsto il rispetto di uno specifico protocollo. All’ingresso della struttura, per esempio, andrà obbligatoriamente misurata la temperatura e dovrà sempre essere assicurata la distanza di due metri fra le persone. Nei locali, inoltre, dovranno avere adeguati sistemi di ricambio dell’aria senza ricircolo e dovranno essere predisposti percorsi diversi di entrata e di uscita. Gli indumenti usati per l’attività fisica andranno poi riposti in zaini o borse personali e non dovrano per alcun motivo essere lasciati in luoghi condivisi. I clienti, infine, dovranno utilizzare gli spazi comuni solo per cambiare gli indumenti minimi o che richiedano tempi ridotti, riponendo gli abiti in contenitori sigillati.

Il problema più grave, però, almeno secondo i gestori della palestra Fit4Fun, rimane quello di “non aver ricevuto alcun tipo di aiuto, né dalla regione, né dallo stato, né tantomeno dal Coni2.

“Soprattutto per quanto riguarda i canoni di locazione – precisano – visto che le bollette abbiamo dovuto comunque continuare a pagarle, mentre gli affitti andranno corrisposti alle riaperture e c’è chi, come noi, si ritrova anche con 20mila euro di debiti”.

Se con il Dpcm del 24 ottobre 2020, emanato dal governo Conte, erano infatti state previste misure, quali l’indennità di 800 euro per i collaboratori sportivi relativa al mese di novembre, un plafond di 50 milioni di euro da utilizzare per finanziare contributi a fondo perduto destinati a Asd e Ssd e da erogare entro novembre e la possibilità per Asd e Ssd che avevano già usufruito dei contributi a fondo perduto nei mesi precedenti di ottenere gli aiuti economici in modo automatico con i codici Ateco, è dall’inizio dell’anno “che le strutture sportive non ricevono alcun aiuto”.

“Dal canto nostro cerchiamo di prenderla con filosofia – dicono ancora Tommaso e Silvio Garofoli -, sappiamo che i prossimi mesi saranno difficili, ma nonostante questo ci siamo organizzati per allestire un piccolo giardino con coperture con una lezione al giorno, attraverso cui permettere ai nostri clienti di riprendere a fare sport. Lo abbiamo fatto più per loro che per noi, anche perché l’affluenza continua a rimanere bassa”.

Più ottimista, invece Ulania Perilli, che si occupa della gestione della palestra FitEvolution, sempre nel capoluogo. “Il ritorno all’aperto è stato tentennante, visto che abbiamo potuto fare poche lezioni a causa del tempo – dichiara – ma la risposta c’è stata e siamo comunque riusicti a sistemare bene gli spazi in modo da poter mantenere le distanze di sicurezza. Tra le altre cose, sono molto contenta della risposta. Si vede che la gente ha meno paura e la speranza adesso è che, andando avanti nei mesi, possa finalmente esserci una vera e propria ripartenza”.

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