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Peculato e truffa, veterinario condannato 

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Lanciano. Usa l’auto della Asl per motivi personali e mente sugli orari di lavoro: un 69enne nei guai 

LANCIANO . Usò per ragioni personali, per oltre un mese nel 2014, l’auto di servizio della Asl e presentò fogli di presenza con orari di lavoro diversi da quelli effettivamente svolti: con le accuse di peculato e truffa aggravata, il collegio del tribunale di Lanciano ha condannato il veterinario N.T., 69 anni di Atessa, a due anni di reclusione, 5 anni di interdizione dai pubblici uffici, pena sospesa, e risarcimento danni alla Asl da stabilire in separata sede.

Il collegio, composto dalla presidente Chiara D’Alfonso, con a latere i giudici Maria Rosaria Boncompagni e Stefania Cantelmi, ha invece assolto il medico dall’accusa di falso ideologico. Ora il veterinario può vagliare il ricorso in appello. I fatti risalgono al 2014. Secondo la Procura, che in particolare tra il 2014 e il 2018 si è occupata di diverse indagini relative a dipendenti infedeli che avrebbero truffato gli enti per cui lavoravano come Asl, Inps, Provincia e Stato, il veterinario, che era in servizio a Castel Frentano, tra il 5 settembre e il 24 ottobre 2014 avrebbe usato l’auto della Asl, una Fiat Panda di cui aveva disponibilità per ragioni di servizio, per motivi personali e fuori dall’orario di lavoro.

Per il sostituto procuratore Francesco Carusi la usava come se fosse la propria auto. Non solo. Sempre per l’accusa il medico avrebbe poi truffato la Asl perché presentò fogli di presenza con orari di lavoro diversi da quelli svolti, inducendo in errore l’azienda sull’effettiva attività lavorativa e ottenendo così un ingiusto profitto pari alla retribuzione indebitamente percepita per ore di lavoro non svolte.

Non ha invece commesso alcun falso nell’attestare i viaggi effettivamente svolti per lavoro, e infatti dall’accusa di falso ideologico è stato assolto. La Procura aveva chiesto 5 anni di reclusione, il collegio ha inflitto all’uomo due anni, pena sospesa, e stabilito che l’azienda sanitaria, parte civile, dovrà procedere in separata sede per il risarcimento danni. (t.d.r.)

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