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L’allarme di Federalberghi: basta incertezze 

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La rete degli operatori: «Stiamo respingendo tante prenotazioni, così è un disastro per tutto l’indotto»

di Cinzia Cordesco

CARAMANICO. Tra i due litiganti, gestione delle Terme e Regione, emerge, la «fortissima preoccupazione» di Federalberghi e dei tanti albergatori, titolari di bed & breakfast, affittacamere a affitta appartamenti e di un intero indotto di migliaia di lavoratori, che rischiano crolli di fatturati, finora l’80%, e chiusure delle attività.

In attesa di notizie sulla riapertura, prevista per il 1° luglio, dell’impianto termale di via Torre Alta, le strutture ricettive del territorio, che si sono raggruppate sotto la sigla Act, Associazione albergatori Caramanico Terme, guidata da Francesco Di Domizio (vice presidenti Maurizio Costantini e Decio Marco Viola) stanno «respingendo le prenotazioni» di utenti che chiamano da tutta Italia «non sappiamo più cosa rispondere e in molti stanno scegliendo altre strutture termali» per terapie e vacanze.

Con i danni del Covid, tra restrizioni e lockdownn e mancati ristori, e senza le Terme, «Caramanico», attacca il neo presidente Di Domizio, titolare dell’hotel Pesco Falcone, «rischia di perdere i clienti per sempre. Siamo già a meno 80% di fatturato e non possiamo reggere solo con il turismo dell’escursionismo nella valle dell’Orfento». Ai tempi buoni, quando ancora sulle Terme non soffiavano venti di crisi, Caramanico ospitava più di 200mila persone a stagione. E negli ultimi tempi, la ripresa è timida. «Negli ultimi cinque anni», rielabora il presidente di Act, «abbiamo vissuto nell’incertezza. Che, purtroppo, continua. Perché siamo a maggio non sappiamo se l’impianto riaprirà a luglio, non possiamo programmare nulla. Questo disarmante sistema di gestire un’attività nuoce al territorio, alle aziende che ruotano intorno al termalismo e alle famiglie che stanno scivolando verso una irreversibile crisi economica, occupazione e sociale. Caramanico, da oggi anche territorio Geoparco Unesco, è anche natura, cultura, enogastronomia, sport, vita all’aria aperta, bellezza, ma è soprattutto terme». L’associazione è disposta «ad offrire tutto il supporto possibile a Comune e Regione» per trovare una soluzione che faccia uscire il comparto dalle secche economiche, ma «bisogna fare presto» conclude Di Domizio. Daniela Renisi, presidente di Federalberghi, nei giorni scorsi ha incontrato uno per uno gli operatori turistici di Caramanico. Ed ecco l’appello: «Necessario riavviare l’attività termale, fondamentale per il comprensorio, ricchezza di tutto l’Abruzzo».

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