cronaca

La tragedia della funivia: “Il controllo dei cavi nel 2020, dovevano durare altri otto anni”

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Perché quella fune si è strappata? Perché la cabina non è rimasta appesa al cavo portante? Perché è scivolata colpendo il primo pilone e scarrucolando nel vuoto a non più di cento metri dalla stazione di arrivo del secondo tronco della funivia Stresa-Mottarone, trascinando con sé la vita di tredici persone? A queste domande dovranno rispondere i tecnici che la procura di Verbania nominerà per chiarire cosa sia successo ieri alle 12.30 sull’impianto che si affaccia sul Lago Maggiore. “Le manutenzioni e i controlli sono stati effettuati regolarmente”, dice il legale della società di gestione, Ferrovie del Mottarone che fa riferimento alla famiglia Nerini, l’avvocato Pasquale Pantano. E la Leitner di Vipiteno, società che si occupa della manutenzione, dice che “l’ultimo controllo magnetoscopico della fune è stato effettuato a novembre del 2020 e gli esiti dello stesso non hanno fatto emergere criticità”.

Un esame che sottopone i cavi a una sorta di raggi X per vedere le condizioni interne delle corde di acciaio che nel caso dell’impianto del Mottarone sono doppie: una traente, trascina su e giù la cabina, l’altra portante. La sostituzione dei cavi era prevista per il 2029, fra otto anni. “Sarà tutto oggetto di verifiche di carattere tecnico nei prossimi giorni”, sottolinea Olimpia Bossi, procuratore della Repubblica a Verbania. “Stiamo facendo accertamenti e verifiche tecniche. È certo che la funivia avesse quasi terminano la sua corsa, elemento che aggiunge grandissima tristezza. Nella tragedia per fortuna la capienza delle cabine era limitata causa le norme anti-Covid”, dice la pm. L’impianto è stato posto sotto sequestro, così come la documentazione tecnica e delle manutenzioni periodiche. L’ipotesi di reato, per ora senza nessun indagato, è omicidio colposo plurimo e lesioni colpose. Si potrebbe profilare un altro reato: l’attentato alla sicurezza dei trasporti. È prevista la visita della Commissione istituita dal ministero dei Trasporti per verificare cosa sia successo.

La funivia Stresa-Mottarone è di proprietà del Comune di Stresa, mentre prima del 2016 era di proprietà della Regione. Complesso che rientrava nei servizi di trasporto pubblico, al pari di un metrò, e non solo di quelli turistici. Collega la località del Lago Maggiore con le frazioni di Alpino e Gignese, sui monti. Trasporta circa 80-100 mila persone l’anno. Costruita nel 1967 e inaugurata nel 1970 per sostituire la vecchia ferrovia a cremagliera chiusa nel 1964. La sindaca di Stresa, Marcella Severino, sottolinea che il tecnico incaricato della manutenzione della funivia “ha detto che tutto era in ordine”. Proprio sabato le ultime verifiche “i collaudi prima della riapertura”. La sindaca conferma che “la fune è tranciata di netto”. Quale la causa? C’è chi parla di un fulmine. La funivia aveva visto importanti interventi di manutenzione straordinaria negli anni. Resto basita”.

Ultime revisioni? Quelle più consistenti nel 2001, dopo un periodo di degrado che aveva portato alla chiusura, e poi nel maggio 2016, dopo due anni di stop. Intervento per adeguare i sistemi alle nuove norme con un investimento di 4,4 milioni. Diverse le opere realizzate, dalla sostituzione delle apparecchiature elettriche al rifacimento delle quattro cabine, dalla sostituzione dei trasformatori di alimentazione con un sistema ridondante, che permette l’esercizio in caso di guasto. Sostituiti anche i rulli di scorrimento sui piloni e le pulegge del sistema di soccorso. L’impianto è stato dotato pure di uno smorzatore delle oscillazioni per ridurre i rischi di accavallamento funi. Nel 2016 è stata fatta anche la magnetoscopia, l’esame ripetuto lo scorso anno senza risultati negativi. La presidente Anef, associazione di categoria delle imprese che gestiscono gli impianti di risalita è senza parole: “Sono gli impianti più sicuri al mondo – dice Valeria Ghezzi – gli ultimi incidenti in Italia, sul Cermis, risalgono al ’76, per un errore umano, e al 1998, quando un caccia tranciò i cavi della struttura”.

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