cronaca

Turismo, Garavaglia: “Subito il passaporto europeo, chi arriva dopo perde opportunità”

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TRENTO – Ottimista sulla stagione estiva che sta per partire, non perderemo 27 miliardi come l’anno scorso, ma un po’ in ansia per le lungaggini del passaporto turistico europeo: “Si è già stabilito come dovrebbe funzionare, viaggi consentiti a chi è vaccinato o a chi è risultato negativo al test Covid – dice, intervenendo al Festival dell’Economia di Trento, il ministro del Turismo Massimo Garavaglia – a questo punto bisogna accelerare perché chi arriva dopo perde dei clienti”. Anche perché, osserva, gli altri Paesi già si stanno muovendo in questa direzione: “Oggi la Francia dice: da noi se sono vaccinati vengono tutti. Ho chiamato Speranza e gli ho detto che dobbiamo farlo anche noi”. Mentre la Grecia, aggiunge il ministro, accetta tutti gli stranieri con un test negativo effettuato nelle 72 ore precedenti. Se noi lo chiediamo nelle 48 ore, siamo in difficoltà”.

Non ci sono ancora dati di previsione sulla stagione. Ma Garavaglia ritiene che per gli operatori turistici le perdite saranno inferiori di almeno un terzo rispetto allo scorso anno per varie ragioni: sono aumentate le prenotazioni degli italiani, gli stranieri quest’anno potranno venire invece l’anno scorso era estremamente difficile, e da alcuni Paesi, come gli Stati Uniti, impossibile, e soprattutto grazie alla diffusione dei vaccini la stagione non si chiuderà bruscamente all’inizio dell’autunno, ma potrà proseguire almeno fino a novembre, soprattutto nel Mezzogiorno: “Le nostre temperature ce lo consentono”.

A proposito di vaccini, al Festival di Trento si sono susseguiti gli interventi sull’opportunità di somministrare ai turisti la seconda dose di vaccino nei luoghi di villeggiatura. Garavaglia si dice “favorevole con buon senso”, sia per gli stranieri che vengono in Italia che per gli italiani, purché si muovano per un periodo particolarmente lungo. “Le Regioni, chi più chi meno, hanno raggiunto una copertura importante e quest’estate potremo avere dei margini per trattare queste eccezioni. Certo se diventa una regola diventa un caos”, conclude. Poco dopo sullo stesso tema intervengono anche la ministra per gli Affari Regionali e le Autonomie Mariastella Gelmini, che precisa che “il governo lascia la possibilità alle Regioni di organizzzarsi, chi è in grado di farlo può farlo”, mentre Massimiliano Fedriga, presidente della Regione Autonomia Friuli Venezia Gliulia e della Conferenza delle Regioni, obietta che “prima si provvede per i turisti italiani”, e “poi per gli stranieri se è possibile”.

Garavaglia si è detto anche fiducioso dell’impatto positivo del Piano Nazionale di Rilancio e Resilienza, che stanzia 2,4 miliardi per il turismo, che però “grazie all’effetto leva potranno arrivare a 5”, destinati in primo luogo alla “questione dell’efficientamento energetico delle strutture alberghiere”, alla quale sono riservati 1,8 miliardi “indipendentemente dall’estensione del Superbonus” (che per il momento è saltata dal Dl Sostegni Bis, ndr).

A fianco al credito d’imposta e agli investimenti ci sono anche la lotta all’abusivismo e la promozione di circuiti alternativi: i piccoli borghi, i cammini, il turismo interregionale. “Abbiamo appena chiuso l’accordo con le Regioni per una banca dati comune sulle strutture ricettive”, ricorda il ministro. Tutti i dati raccolti finiranno in un “hub digitale: faremo un accordo con le principali organizzazioni internazionali del turismo digitale dicendo che chi viene si deve iscrivere lì. Chi non lo fa, vuol dire che non vuole essere proprio in regola”.

Portale informativo anche per la promozione dei piccoli borghi. E non solo per gli stranieri: “Un dato che mi ha sconvolto – osserva Garavaglia – è il livello di conoscenza da parte degli italiani delle altre Regione, il 18% della Toscana conosce solo il nome, per una Regione come la Basilicata questa percentuale al 60%. Se guardiamo al bicchiere mezzo pieno, abbiamo una potenzialità enorme”. La ripartenza del turismo, inoltre, conclude il ministro, avrà un effetto di bilanciamento del mercato del lavoro: “Il turismo occupa in modo principale giovani e donne”, le categorie più colpite dalla crisi economica scatenata dalla pandemia.

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