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Centrodestra ancora in affanno: i simpatizzanti verso le civiche 

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Manca il nome del candidato sindaco: alcuni aspiranti consiglieri trovano rifugio fuori dai partiti Di Michele Marisi (FdI): «La scelta di chi guiderà la coalizione sta diventando una soap opera»

di Anna Bontempo

VASTO. Delusi ed amareggiati per i ritardi del centrodestra, trovano ospitalità in altri schieramenti. La vicenda della scelta del candidato sindaco non incide negativamente solo sull’immagine della coalizione che vorrebbe tornare ad amministrare la città, ma sta allontanando anche chi aspira alla carica di consigliere e che rifiuta di farlo a “scatola chiusa” senza conoscere il nome del candidato sindaco. Altri hanno trovato rifugio nelle aggregazioni civiche in campo. È il caso della Buona Stagione di Alessandra Notaro tra le cui fila sono presenti anche Michele Notarangelo, già consigliere comunale durante la gestione dell’ex sindaco Giuseppe Tagliente (all’epoca uno dei più votati) ed Enzo Marcello, dirigente in pensione e fratello di Gino, assessore nella giunta di Francesco Menna. Entrambi di destra, sono ora candidati nella lista dell’ex giudice di pace.

Non è l’unico caso. Altri elettori del centrodestra guardano con simpatia al movimento civico di Angela Pennetta. «Sono stata contattata da diverse persone che mi hanno dato la loro disponibilità a stare in lista», conferma la candidata sindaco del movimento L’Arcobaleno, che nei giorni scorsi ha inaugurato il suo comitato elettorale in piazza Verdi.

Insomma, di questo passo sarà davvero difficile per il centrodestra – che nel 2016 perse per soli 123 voti – riconquistare il Comune amministrato da quindici anni dal centrosinistra.

«La vicenda della scelta del candidato sindaco sta diventando una soap opera con un numero di puntate non definito», commenta caustico Marco Di Michele Marisi, ex coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, «il candidato a mio avviso andava individuato un anno fa, perché il resto, che è da costruire, presuppone un lavoro ben più importante della scelta del nome. Qui non bisogna riempire le caselle, ma bisogna costruire il futuro della città se la politica è, come credo, non un Centro per l’impiego, ma qualcosa di più nobile. Dispiace vedere come una coalizione che, già prima del 2016, aveva cominciato a mettere in piedi una base importante, poi sfumata con la sconfitta elettorale, abbia di fatto abdicato al ruolo di rappresentanza politica, lasciando quasi orfani i propri elettori e la città. Credo di poter dire che in 16 anni di attività politica io abbia speso tutto me stesso per contribuire alla crescita del centrodestra e vedere questa situazione, dopo aver anche messo a disposizione con forza e coraggio il mio nome, fa veramente male», conclude Marisi. La delusione per questa situazione è davvero tanta fra i militanti e gli elettori. Il tavolo regionale, dove si è spostata la scelta del candidato sindaco dopo la fumata nera del tavolo locale, viene di volta in volta fissato e rinviato. Le divisioni e i personalismi impediscono di trovare la sintesi. Intanto il tempo passa e gioca tutto a favore degli altri competitor.

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