cronaca

Via XX Settembre: incontro per definire il futuro dei palazzi 

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Il piano di riqualificazione privata di 6 anni fa è a forte rischio Fonte Preturo, si valuta se ci sono ancora margini per il progetto

L’AQUILA. Incontro interlocutorio ieri mattina fra un rappresentante del condominio “Fonte Preturo” (che si trova lungo via XX Settembre, quasi di fronte al palazzo di Giustizia), l’assessore comunale all’urbanistica Daniele Ferella e i dirigenti del settore. Il Comune ha chiesto che venga al più presto rinominato il presidente del condominio “Fonte Preturo” (scaduto da tempo) in modo da avere un interlocutore certo e inoltre che l’assemblea decida la strada da percorrere: se insistere con la convenzione del 2015 seppure rivista – che prevedeva una sistemazione complessiva dell’area dove ci sono anche edifici Ater, Anas e un altro palazzo che con la norma sulle case equivalenti è diventato tutto del Comune dell’Aquila – oppure andare avanti solo con la ricostruzione di “Fonte Preturo” per il quale ci sono già i fondi disponibili. In questo secondo caso Ater, Comune e Anas dovranno poi trovare una soluzione per non lasciare abbandonata l’area che a quel punto però non sarà più al solo servizio dei privati ma di tutta la comunità aquilana. La palla quindi ora passa ai condòmini di “Fonte Preturo”.

Nel 2015, per il recupero di quella parte dell’Aquila, fu fatto un piano di riqualificazione a iniziativa privata avallato dal punto di vista della pianificazione urbanistica dal Comune. Il piano prevedeva la ricostruzione degli edifici e la realizzazione di una piazza e di aree verdi. Venivano previsti aumenti di cubatura per realizzare locali commerciali che nelle previsioni sarebbero andati in proprietà alle ditte che a loro spese (e quindi non con l’indennizzo pubblico) avrebbero realizzato una piazza da 700.000 euro. Un progetto che però, nel tempo, ha trovato molti ostacoli e di fatto non è stato mai avviato. La gran parte degli inquilini, temendo di dover rimetterci soldi propri, ha scelto la scorciatoia della casa equivalente e ora hanno un’abitazione tutta nuova e sicura, quasi sempre non più in condominio e si sono lasciati alle spalle beghe e liti furiose fra loro. Per il resto, chi vivrà vedrà.

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