cronaca

Crisi del commercio Italia Viva: «Il centro non è più attrattivo» 

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Il consigliere (e negoziante) Di Teodoro: «Lo dimostra il trasferimento di Stirparo a San Benedetto del Tronto»

TERAMO. L’assenza di interventi pubblici di qualità sul centro storico sta portando ad un impoverimento in termini commerciali, economici e culturali della città. Ne è convinto Osvaldo Di Teodoro, consigliere comunale di Italia Viva, che lancia un grido di allarme e accende i riflettori su quella che è «una situazione evidente, sotto gli occhi di tutti: parlo da commerciante, da cittadino e da consigliere che ascolta le opinioni dei concittadini. Il cuore di Teramo vede negozi che chiudono, strade sporche, azioni amministrative inadeguate a favorire una crescita qualitativa», spiega il consigliere, che mette sul tavolo più questioni: dalle aree mai recuperate o valorizzate alla ricostruzione post-sisma ferma, dai parcheggi alle attività che chiudono.

Su questo fronte, l’ultimo a lasciare il centro è stato il negozio di intimo “Stirparo”: un nome che ha fatto la storia del commercio cittadino e che ha scelto di trasferirsi altrove. Da piazza Martiri della Libertà a San Benedetto del Tronto. «Non una chiusura, ma la scelta precisa di scommettere su altre piazze, evidentemente più accoglienti di questa teramana che ormai ha ben poco da offrire: è un esempio, quello della famiglia Stirparo, di come il nostro centro storico non rappresenti più un’attrattiva», commenta il consigliere.

Dunque gli imprenditori non credono più in questa città? Per Di Teodoro è così, anche perché le scelte amministrative sembrano favorire investimenti alle porte della città più che nel centro. Come intervenire? Riprendendo ad esempio in mano progetti quali, dice Di Teodoro, «il parco archeologico urbano di Walter Mazzitti; il “Goldrake” di Carmine Di Giandomenico; la reinstallazione del Due di coppe all’imbocco di corso San Giorgio; la valorizzazione dello scheletro di epoca neolitica di via Raneiro; l’apertura al pubblico dei giardini dell’ex Regina Margherita; il recupero dell’ex stadio comunale; la valorizzazione del cortile dell’ex carcere di Sant’Agostino; il recupero dell’ex mercato di Campo Boario; la ristrutturazione dei palazzi danneggiati dal terremoto». Il consigliere è certo che interventi di questo tipo possano ridare qualità a un centro svuotato a favore di investimenti fuori città. A partire dallo stadio Bonolis, che potrebbe veder nascere un polo con attività di varia natura; passando per «la mancata opposizione all’allontanamento dell’ospedale da Villa Mosca, al mutuo di 500mila euro per il campo sportivo di San Nicolò, fino al progetto di un campo da golf da realizzare a Piano d’Accio». A questo Di Teodoro aggiunge il tema dei parcheggi in centro, con il taglio dei posti e l’aumento delle tariffe che arriverebbero con la nuova concessione.

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