cronaca

Ex Ilva, a Potenza primi interrogatori. Il legale di Amara: “Piena collaborazione”. Domani tocca a Capristo

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Nel carcere di Potenza è durato due ore l’interrogatorio di garanzia dell’avvocato Piero Amara, principale indagato nell’inchiesta della Procura del capoluogo lucano su vicende giudiziarie di Trani e dell’ex Ilva di Taranto. Amara è stato arrestato due giorni fa in esecuzione di un ordine di custodia cautelare in carcere eseguito dalla guardia di finanza e dalla polizia.

L’avvocato Amara “ha risposto ampiamente” al gip “anche nella non condivisione dell’impianto giuridico dell’ordinanza di custodia cautelare”. Lo ha detto l’avvocato Salvino Mondello uno dei difensori, parlando con i giornalisti all’uscita dal carcere di Potenza dove si è tenuto l’interrogatorio di garanzia. “Amara – ha aggiunto Mondello – ha precisato i fatti, come sempre ribadendo la sua collaborazione con la giustizia, che ha fatto in tutte le sedi”.

“Amara – ha aggiunto Mondello, che insieme all’avvocato Francesco Montali – ha dato un quadro di ricostruzione che, almeno per quanto lo riguarda, è diverso da quello che emerge dall’ordinanza di custodia cautelare. Ed è disponibile a qualunque ulteriore approfondimento”. L’avvocato Amara, quindi, rispondendo al gip potentino, ha “escluso il concorso in corruzione di quel giudice”: il riferimento è all’ex procuratore di Trani e Taranto, Capristo, per il quale è stato disposto l’obbligo di dimora a Bari.

Il primo a essere ascoltato dal gip Antonello Amodeo è stato il poliziotto Filippo Paradiso, che non ha risposto alle domande in collegamento con il Palazzo di giustizia in videoconferenza dal carcere militare di Santa Maria Capua Vetere (Caserta).

Lunedì 7 giugno i militari della guardia di finanza e polizia hanno eseguito anche due ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari per l’avvocato Giacomo Ragno e per Nicola Nicoletti, consulente dell’Ilva in amministrazione straordinaria dal 2015 al 2018. Per l’ex procuratore di Trani e Taranto, Carlo Maria Capristo (in pensione da alcuni mesi) è stato disposto l’obbligo di dimora a Bari. Sarà interrogato venerdì, sempre a Potenza.

“Paradiso dice che non ha fatto niente: ma questo credo che si possa desumere anche da una lettura attenta dell’ordinanza”. Così ha riferito ai giornalisti l’avvocato Michele Laforgia al termine dell’interrogatorio di garanzia, durante il quale il poliziotto si è avvalso della facoltà di non rispondere. “Bbisognerà approfondire tutte le questioni: risponderemo, spiegheremo le nostre ragioni e vedremo come andrà”. Che Paradiso avesse una relazione con l’avvocato Amara “risulta dagli atti: che questa relazione – ha sottolineato Laforgia – fosse illecita è un altro problema, evidentemente”.

Il legale ha poi aggiunto: “Non è fisicamente in condizione di rispondere e questo è apparso abbastanza evidente. Ma il problema pratico è che non abbiamo ancora visto un atto di questo procedimento”. Laforgia ha ricordato che il poliziotto è detenuto a Santa Maria Capua Vetere: “Non lo abbiamo ancora incontrato e – ha aggiunto Laforgia – siamo riusciti a parlargli qualche minuto per telefono”.

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