cronaca

Inchiesta sul crollo della funivia del Mottarone: chiesta apertura di una pratica al Csm sul cambio del giudice

inchiesta-sul-crollo-della-funivia-del-mottarone:-chiesta-apertura-di-una-pratica-al-csm-sul-cambio-del-giudice

Anche il Consiglio superiore della magistratura si occuperà delle vicissitudini degli uffici giudiziari di Verbania, dove “nel corso di un procedimento penale pendente presso il tribunale e nel cui ambito sono stati resi provvedimenti sulla libertà personale, il giudice costituito nella funzione di gip sarebbe stato sostituito in corso di procedimento con provvedimento del presidente del tribunale”, scrivono i togati del Csm, Sebastiano Ardita e Nino Di Matteo. I due magistrati hanno inviato un documento al Comitato di presidenza di Palazzo dei Marescialli dopo la polemica scoppiata a proposito dell’inchiesta sulla strage del Mottarone, in cui 14 persone sono morte nello schianto di una cabina della funivia.

L’interessamento del Csm sarebbe stato in ogni caso previsto dalla procedura poiché lo stesso presidente del tribunale di Verbania, Luigi Montefusco, aveva inviato al consiglio giudiziario di Torino per le opportune valutazioni l’atto con cui rimuoveva la gip Donatella Banci Buonamici e assegnava il fascicolo alla collega Elena Ceriotti, tornata dopo un periodo di assenza. Banci Buonamici avrà tempo fino a lunedì per presentare le proprie osservazioni al consiglio giudiziario piemontese, che martedì affronterà la questione e poi esprimerà un parere da allegare agli atti per il Csm. 

Ma Ardita e Di Matteo hanno anticipato i tempi: “Chiediamo che della questione venga investita con immediatezza la commissione competente e subito dopo l’assemblea plenaria affinché si intervenga con massima tempestività per valutare la correttezza della decisione adottata e la sua eventuale incidenza sui principi in tema di precostituzione del giudice”.

Proprio il vertice del consiglio giudiziario del Piemonte, il procuratore generale Francesco Saluzzo, è intervenuto nella questione dopo essere stato indicato dagli avvocati della camera penale di Verbania come il manovratore che avrebbe influenzato il presidente del tribunale nell’esonero della gip. “Trovo gravemente offensivo ipotizzare che io o il procuratore della Repubblica, un magistrato tra i più corretti che io abbia conosciuto, abbiamo in essere ‘manovre’ occulte”, ha scritto Saluzzo in una nota, precisando che “gli autori di queste affermazioni se ne assumeranno le responsabilità”. E, aggiunge il procuratore generale “la cosa fa torto al presidente del tribunale che viene indicato implicitamente come disponibile a farsi condizionare con facilità da un altro magistrato”.

Saluzzo spiega invece di aver inviato una nota scritta al presidente del tribunale per avere informazioni in ordine alla esistenza, alla portata e allo spessore delle asserite minacce o intimidazioni alla dottoressa Banci Buonamici delle quali aveva parlato lo stesso presidente Montefusco. Essendo l’unico ed esclusivo titolare delle iniziative in materia di sicurezza dei magistrati e delle sedi giudiziarie, ho chiesto di relazionare sul punto al fine di mettermi in condizioni di fare eventualmente le mie richieste alla prefettura”.

Sullo sfondo della polemica, che ha connotazioni giuridiche molto tecniche, c’è in realtà una questione molto più ampia ed è l’impatto che aveva avuto sull’opinione pubblica, ma non solo, la decisone dell’ora ex gip Banci Buonamici che non aveva convalidato il fermo disposto dalla procuratrice capo Olimpia Bossi e dalla sostituta Laura Carrera per i tre indagati ritenuti responsabili del disastro della funivia: il gestore dell’impianto Luigi Nerini, il direttore d’esercizio Enrico Perocchio e il caposervizio Gabriele Tadini. I primi due erano tornati in libertà dopo quattro giorni di carcere e il terzo, che aveva confessato di aver disattivato i freni con i “forchettoni”, era stato messo ai domiciliari. La procura ha fatto appello al tribunale del Riesame contro la decisione della gip ma potrebbe volerci parecchio tempo – questione di qualche mese – per arrivare a una decisione che potrebbe accogliere o meno la richiesta di mandare un carcere i tre. 

Nel frattempo però, era arrivata da parte di uno degli avvocati la richiesta di incidente probatorio per analizzare in fretta e con un perito super partes sia il sistema frenante che la fune che si era rotta. La procura di era opposta chiedendo più tempo per iscrivere nuovi potenziali responsabili nel registro degli indagati, così che potessero partecipare con dei propri consulenti. La gip Banci Buonamici era pronta a depositare la risposta quando è stata destituita ed è attesa per oggi la pronuncia della nuova giudice. 

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: