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Mancano 1.586 docenti: la scuola scende in piazza 

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Alla vigilia dell’ultimo giorno di lezioni arriva la manifestazione dei precari 

di Alfredo Sitti e Flavia Buccilli

Il mondo della scuola si mobilita alla vigilia della sua chiusura. Domani è l’ultimo giorno di lezioni ed oggi in piazza Unione a Pescara, dalle 16 alle 18, è previsto il presidio unitario per chiedere di cambiare il decreto Sostegni bis ed ottenere misure urgenti. Ci sarà una rappresentanza di precari aderenti alle sigle sindacali Flc Cgil, Cisl Scuola, Federazione Uil Scuola Rua, Snals Confsal e Anief. Sono 1.586 i posti disponibili (vedi tabella) per le immissioni in ruolo: anche su questo l’appello è alla politica affinché intervenga in maniera adeguata.

SOSTEGNI BIS. «Il decreto Sostegni bis, relativamente alla scuola, contiene provvedimenti in grandissima parte inadeguati», è il grido d’accusa che arriva dagli esponenti della Cgil. «Sicuramente i provvedimenti più gravi sono quelli lesivi dell’autonomia contrattuale: non si comprende, ad esempio, l’invasione normativa in una materia prettamente contrattuale come la mobilità».

RECLUTAMENTO. Sul fronte dei precari e del reclutamento, invece, secondo il sindacato, le misure previste sono parziali e richiedono delle modifiche importanti. Tra gli aspetti contestati «non si accenna alle proroghe dell’organico straordinario (cosiddetto Covid) che ha scadenza di contratto al termine delle lezioni (circa 1.700 lavoratori in Abruzzo)», dice la Cgil, «e non si riprende la discussione per le procedure semplificate per il concorso del personale assistente amministrativo facente funzione Dsga (Direttore dei servizi generali e amministrativi). Il testo è, dunque, lacunoso ed insoddisfacente e per questo predisporremo degli interventi emendativi da consegnare alla discussione in Parlamento».

IL PERSONALE. Massimo Desiati, della Cisl Scuola, rincara la dose: «L’assegnazione del personale per il prossimo anno deve avvenire per tempo», dice ricordando anch’egli che per l’annualità 2020-2021 il mondo della scuola ha potuto contare su oltre 1.700 unità in più, tra docenti, educatori e Ata, per affrontare l’emergenza Covid ma che per il futuro non ci sono certezze. «Va garantito lo stesso livello di organico perché a settembre la situazione non sarà molto diversa da quella attuale», per lo svolgimento delle lezioni, con il distanziamento da garantire e la necessità di utilizzare più spazi, in modo da superare il problema delle “classi-pollaio”, con spazi al di sotto di quelli previsti e la presenza di 25-30 alunni per classe. E poi va «stabilizzato il personale, non si può pensare a una precarizzazione: già quest’anno gli addetti reclutati per il Covid si sono aggiunti ai precari esistenti», che sono circa il 20-25% del personale in servizio. «La mancata stabilizzazione impedisce a tanti lavoratori di rientrare in Abruzzo, nonostante qui ci sia la possibilità di lavorare», fa presente Desiati chiedendo che «venga meno il blocco della mobilità». Altro appello: «Vanno ultimate le procedure concorsuali, e bisogna farlo con urgenza».

MOBILITÀ. Rispetto alla mobilità, la Cgil ricorda che in Abruzzo sono 1.586 i posti disponibili per le immissioni in ruolo. «Dopo le operazioni di mobilità (trasferimenti) nel primo ciclo (sia infanzia che primaria) sono quasi 500 i posti disponibili per le immissioni in ruolo. Mentre, nel secondo ciclo, le disponibilità sono 1.087 (di cui 252 sul sostegno). Il sistema di reclutamento continua a essere modificato e non si interviene per sanare una situazione che rischia di diventare esplosiva». Flc Cgil Abruzzo Molise afferma quindi che «non c’è più tempo, occorre affrontare questa emergenza in maniera risoluta, con provvedimenti straordinari». Ecco allora che la manifestazione di oggi pomeriggio servirà a «rivendicare soluzioni rapide ad un problema che rischia di acuirsi ulteriormente, determinando conseguenze negative sia nell’organizzazione della didattica sia nel dare risposte serie e durature al sistema d’istruzione. Le scuole chiedono di poter lavorare con organici adeguati, con tempo scuola disteso, con classi non numerose».

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