pescara

Una panchina per Chiara Magni 

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montesilvano, in piazza suor cristina zecca 

Libri e murales nel parco dove la 41enne scomparsa amava leggere

MONTESILVANO. Sedersi su una panchina a leggere un libro, all’ombra di un albero nel parchetto sotto casa, era uno dei suoi passatempi preferiti. Oggi che lei non c’è più, stroncata prematuramente da una brutta malattia, all’interno di quel giardino pubblico il suo ricordo continuerà a vivere. È la commovente storia di Chiara Magni, una donna di 41anni residente a Montesilvano con il compagno Giuseppe D’Amico, che ieri mattina è stata commemorata all’interno del parco di piazza suor Cristina Zecca attraverso una cerimonia alla quale hanno preso parte parenti, amici e amministratori comunali. Su proposta del compagno di Chiara, infatti, il parco è stato riqualificato dall’amministrazione e impreziosito grazie al coinvolgimento di quanti hanno amato la donna. «Chiara amava trascorrere del tempo in questo piccolo parco vicino casa, leggendo dei libri su quella panchina», ha spiegato il compagno. «Dopo che l’11 marzo ci ha lasciato, riguardando delle foto che lei mi aveva inviato ne ho trovata una che mi ha colpito più di tutte. Era la foto della panchina con un libro appoggiato sopra e il suo commento “la mia panchina preferita”».

Da qui l’idea di coinvolgere l’amministrazione affinché il ricordo di Chiara potesse continuare a vivere. Quella frase è stata dunque incisa sulla panchina di legno insieme al suo nome, così come sono stati appesi, sull’albero alle spalle della seduta, tanti cuori di legno ognuno dei quali con una frase in suo ricordo. Ma non solo. Vicino alla panchina è stata posizionata una casetta piena di libri che chiunque può fermarsi a leggere proprio lì, dove la donna amava sedersi. Inoltre, sul muro presente all’interno del parco, a lungo imbrattato dai vandali, l’artista Isiderio ha realizzato due murales con altrettante frasi e immagini tratte da “Il piccolo principe” e “Alice nel paese delle meraviglie”. «Abbiamo scelto il libro di Lewis Carroll perché è proprio su di lui che Chiara ha scritto la sua tesi di laurea in lingua inglese», evidenzia Giuseppe, «mentre il libro di Antoine de Saint-Exupéry era tra i suoi preferiti. Inoltre si tratta di due personaggi che si prestano bene al contesto in cui sono stati realizzati, ossia in un parco vicino a una scuola, quindi frequentato da tanti bambini».

A ricordare Chiara ieri mattina, oltre al compagno, anche i genitori Graziano e Marilena, la nonna Italia e decine di amici. (a.l.)

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