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Accuse a otto sindaci per la strada a pezzi 

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Fara San Martino. Il consigliere Tavani: «Provinciale 95 pericolosa, ma nessuno muove un dito»

di Matteo Del Nobile

FARA SAN MARTINO. Buche, pericolosità, asfalto a pezzi: si torna a discutere della provinciale 95 che da Casoli, passando per Cipollaro, porta a Fara San Martino, paese al quale giungono giornalmente circa 1.000 persone impiegate nelle rinomate aziende alimentari del territorio. Al traffico auto generato dagli spostamenti della manodopera, si aggiunge quello del trasporto delle merci. Come se non bastasse a tutto ciò si deve aggiungere che la strada è la via di sbocco di tutta la valle dell’Aventino, con studenti e pendolari per la Val di Sangro.

Un mix micidiale su una strada larga 7 metri e a pezzi, teatro, purtroppo anche di incidenti mortali. Un sasso nello stagno è lanciato da Antonio Tavani, ex sindaco di Fara ed ex assessore provinciale alla viabilità fino al 2014 con la presidenza di Enrico Di Giuseppantonio. «Lasciammo centinaia di migliaia di euro nelle casse della provincia nel 2013: dopo 8 anni la strada sta cadendo a pezzi ed è pericolosissima per tutti». Nel piano triennale della viabilità provinciale, 2008-2010, i lavori su quella strada furono finanziati con fondi regionali, con un milione di euro. Ci fu la gara di appalto e l’aggiudicazione; poi iniziarono dei contenziosi tra il progettista e l’impresa e il cantiere si bloccò con rescissione del contratto. «Ci sono», afferma Tavani, «circa 400mila euro, come residuo del progetto, ancora a disposizione che potrebbero essere utilizzati per la sicurezza della strada con “somma urgenza”. Si parla di turismo, il presidente della provincia Mario Pupillo va spesso sui mezzi di comunicazione a vantare non so quale bilancio positivo. Io chiedo», continua Tavani, ma i sindaci dell’Aventino perché su questa strada non hanno speso una parola? In nove anni i sindaci di Fara San Martino, Lama dei Peligni, Taranta Peligna, Palena, Casoli, Civitella Messer Raimondo, Lettopalena e Colledimacine; ebbene questi sindaci dove erano, cosa hanno fatto per questa strada? In otto anni non hanno detto una parola, trovato un euro per mettere in sicurezza la viabilità di una delle zone industriali più importanti della provincia. Inutile gonfiarsi il petto e fare bei discorsi sull’agro alimentare se poi costringi chi viene a lavorare a Fara o coloro che trasportano la pasta e le materie prime a questi slalom con rischi e pericoli».

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