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Acqua a singhiozzo nei quartieri Cresce la protesta dei cittadini 

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I consiglieri comunali D’Orsogna Bucci e Paolucci raccolgono disagi e lamentele dei residenti «Disservizi da anni ma non cambia nulla, manca una puntuale comunicazione sulle chiusure»

di Teresa Di Rocco

LANCIANO. «I disagi dei cittadini, in particolare delle contrade, è continuo perché sono continue le interruzioni dell’erogazione dell’acqua, molte volte senza una comunicazione puntuale e soprattutto con orari che non sono rispettati. È vero che ci sono problemi strutturali, ma i disservizi sono ormai cronici e spesso sono da ritrovare nella gestione del servizio che è della Sasi». Sono i consiglieri di maggioranza Giovanni D’Orsogna Bucci (Lanciano in Comune) e Gabriele Paolucci (Progetto Lanciano) a intervenire sul problema delle chiusure e dei razionamenti dell’acqua che stanno mettendo in crisi ormai da oltre un anno i residenti in particolare delle contrade di Villa Andreoli, Sant’Onofrio, ma anche Villa Elce, Villa Pasquini, Rizzacorno, Iconicella, Colle Pizzuto e persino di San Vito e alcune zone di Ortona che hanno portato i cittadini ad alzare la voce e a minacciare di non pagare le bollette.

Alle proteste aveva risposto Pio D’Ippolito, responsabile dell’area tecnica della Sasi, spiegando che i problemi sono dovuti alle reti sottodimensionate nella zona, ad un uso improprio dell’acqua, alla carenza di acqua alla sorgente del Verde.

«Quotidianamente raccogliamo malumori e proteste da parte dei cittadini oramai esasperati», dicono i due consiglieri, «e dopo la dichiarazione a al Centro di D’Ippolito, la situazione è anche peggiorata. Un uso improprio è difficile che ci sia anche per il costo elevato dell’acqua e gli aumenti in bolletta. È vero che gli impianti non sono più sufficienti, ma i disservizi ci sono da anni e anche in inverno». Poi la questione delle perdite: D’Ippolito ha ricordato il progetto “ricerca perdite” fatto a Vasto che ha portato a recuperare 50 litri di acqua al secondo in più che sarà replicato anche a Lanciano, ma per i consiglieri non serve una campagna apposita, ma un’attività di monitoraggio continua. «La Sasi ha un’apparecchiatura di ricerca perdita avanzata», dicono D’Orsogna e Paolucci, «che effettuava giornalmente monitoraggi e ricerche su tutto il territorio: dove è finita? Inoltre proprio in una contrada (zona Fiera, ndc) dove vengono effettuate ripetutamente le chiusure, da anni c’è una copiosa infiltrazione di acqua pulita all’interno di un pozzetto delle acque meteoriche: perché in un periodo dove si raziona l’acqua per cercare di riempire i serbatoi, questa perdita non viene riparata?».

Altro problema lamentato dai cittadini e riportato dai consiglieri è sulla comunicazione delle chiusure: «Non ampia e nemmeno puntuale visto che molte volte non vengono rispettati gli orari. Ci auguriamo che venga istituito al più presto un tavolo tecnico di confronto tra le istituzioni e la Sasi e che si colga il reale disagio che i cittadini frentani stanno subendo».

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