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Distretto sanitario: il trasloco non finisce E scoppia la protesta 

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Il termine indicato dalla Asl è scaduto. Cgil e Cisl pensionati: «Pronti a presentare una denuncia per danno erariale»

di Antonella Luccitti

MONTESILVANO. Il trasferimento dei servizi sanitari nel nuovo distretto di base appare fermo al palo e i sindacati tornano sul piede di guerra per sollecitare la piena entrata in funzione del presidio di via Di Vittorio.

A distanza di dieci giorni dal termine ultimo indicato dalla Asl per il completamento del trasferimento, i referenti di Cgil e Cisl pensionati si sono dati appuntamento davanti al nuovo distretto insieme ai consiglieri di opposizione, Antonio Saccone e Romina Di Costanzo del Pd e Paola Ballarini del M5S, per protestare ancora una volta contro i ritardi.

«Dopo oltre due anni dall’inaugurazione farsa avvenuta alla presenza di amministratori cittadini e regionali», commenta Salvatore Colangelo, segretario cittadino di Spi Cisl, «gli utenti di Montesilvano e di tutti i paesi dell’area vestina sono ancora costretti a fare i conti con gli spazi angusti e fuori norma della struttura di corso Umberto, mentre i locali di via Di Vittorio, dove ormai i lavori sono terminati, restano incomprensibilmente vuoti. Ricordiamo che la fatiscente sede attualmente utilizzata è stata anche più volte oggetto di ispezioni dei Nas che hanno messo in luce diverse criticità. Chiediamo che si acceleri con il trasferimento. In caso contrario siamo pronti a valutare la possibilità di presentare una denuncia per danno erariale, dal momento che la Asl continua a pagare migliaia di euro per l’affitto di una struttura di cui ormai non ha più alcun bisogno». Attualmente, infatti, nel nuovo edificio di via Di Vittorio è entrata in funzione solo l’ala comunale al piano terra dello stabile, e sono presenti solo alcuni servizi – come le vaccinazioni o il consultorio – nonostante il cantiere sia stato completato e il Comune abbia riconsegnato la struttura alla Asl. Stando alle ultime dichiarazioni rilasciate dai referenti dell’azienda sanitaria lo scorso mese di febbraio, a margine dell’ultimo sopralluogo nel nuovo distretto, il trasferimento sarebbe dovuto essere completato entro la fine di maggio 2021, data di scadenza naturale del contratto di affitto dell’edificio di corso Umberto, per il quale la Asl spende circa 10 mila euro al mese. Eppure, ad oggi tutti gli altri piani della struttura sono ancora vuoti.

«Gli utenti, soprattutto i più fragili come i disabili o gli anziani, sono costretti a lunghe attese sotto al sole d’estate o al freddo d’inverno», proseguono i sindacati. «A questo si aggiunge l’incertezza sui servizi che troveranno spazio all’interno del nuovo distretto, dal momento che in passato si era addirittura parlato di Tac e, invece, con il passare del tempo, sembra che i servizi in programma siano stati ridotti».

A dare man forte ai sindacati dei pensionati, che da anni auspicano il completamento del distretto, anche i consiglieri di opposizione del Pd e del M5S. «La storia di questo distretto è vecchissima ormai, e noi abbiamo perso il conto degli annunci da parte dell’amministrazione comunale sul suo completamento», commentano. «Non ci appassiona andare alla ricerca dei responsabili dei ritardi, siano essi del Comune o della Asl. Quello che ci interessa è dare risposte ai cittadini che attendono questa struttura da due decenni e che, al contrario, non riescono a utilizzarla neanche ora che finalmente il cantiere è terminato».

La minoranza, pur consapevole che, dopo la fine dei lavori, la competenza della struttura sia tornata in capo alla Asl, sollecita «l’amministrazione De Martinis a farsi portavoce delle istanze degli utenti di Montesilvano che hanno diritto di poter usufruire di una struttura a norma, e dotata di tutti i servizi sanitari essenziali. Le ultime garanzie date dall’amministrazione comunale ai sindacati dei pensionati risalgono addirittura al 2016», ricordano, «ma ad oggi siamo ancora davanti a un nulla di fatto». Silenzio, invece, da parte della responsabile locale della Asl, Rita Mazzocca più volte contattata telefonicamente dal Centro.

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