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«Stop a nuove trivellazioni in mare» 

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Pietrucci e Pepe (Pd): «La Regione sostenga la battaglia di sviluppo sostenibile»

L’AQUILA. «Non servono nuove trivellazioni in mare». Lo dicono i consiglieri regionali del Pd Pierpaolo Pietrucci e Dino Pepe, che chiedono alla Regione di «sostenere una battaglia di sviluppo sostenibile e di progresso industriale, puntando per l’approvvigionamento energetico a fonti alternative compatibili con la tutela ambientale. Continuare a dipendere dal fossile è controproducente e inutile. Ecco perché bisogna segnare una svolta nei progetti di approvvigionamento energetico nazionale. Ci rifiutiamo di pensare», spiegano Pietrucci e Pepe, «che l’unica soluzione che siamo in grado di perseguire sia quella delle escavazioni in mare per estrarre petrolio, continuando a dipendere dalla disponibilità “finita” e inquinante delle fonti fossili. Siamo dunque a fianco delle associazioni, delle amministrazioni e dei cittadini che a Martinsicuro hanno lanciato l’allarme contro la recente autorizzazione del Ministero della Transizione ecologica ad un progetto dell’Eni per la perforazione del pozzo Donata 4 Dir per lo sfruttamento delle riserve di idrocarburi nel mare antistante Martinsicuro e San Benedetto del Tronto a pochi chilometri dalla costa. L’Abruzzo non può essere – tra il mare antistante la costa e circa il 50% l’entroterra – area di colonizzazione estrattiva con gran parte del territorio oggetto di istanze e concessioni di ricerca, estrazione e stoccaggio di idrocarburi. Nel caso dello scenario denunciato a Martinsicuro, la vocazione del nostro territorio legata al turismo e alla pesca subirebbe un danno irreversibile dall’insediamento dell’industria petrolifera. Alla Regione», concludono i due consiglieri del Pd, «chiediamo di opporsi e a tutte le istituzioni chiediamo di valutare l’ipotesi di avanzare un ricorso straordinario al capo dello Stato per scongiurare il pericolo di avere davanti alla costa teramana l’ennesimo impianto di estrazione di idrocarburi».

LO SCIOPERO. Oggi è stato indetto uno sciopero generale dei lavoratori dei servizi ambientali per chiedere un intervento urgente di governo e Parlamento sull’articolo 177 del Codice degli appalti. «La norma in questione», spiega Lisa Vadini, responsabile Lavoro del Pd regionale, «le cui proroghe applicative termineranno a dicembre 2021, mette a rischio l’occupazione dei lavoratori di questo settore. Infatti, le aziende concessionarie dei servizi ambientali sono obbligate ad esternalizzare l’80% delle attività, anche se svolte da personale proprio, con gravi ripercussioni di tipo economico e sociale. Le imprese, dunque, potrebbero essere costrette ad appaltare a ribasso ed i posti di lavoro rischiano di essere perduti. Il Pd Abruzzo è al fianco dei lavoratori dei servizi ambientali per far sì che ci sia un impegno concreto delle istituzioni».

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