cronaca

Calunnia, l’avvocato Paris condannato a sedici mesi 

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Accuse confermate in aula: vicenda nata dalla compravendita di una sala scommesse Il presidente dell’Avezzano calcio era stato invece prosciolto dal reato di truffa

AVEZZANO. È stato condannato a un anno e quattro mesi di reclusione per una vicenda legata alla compravendita di una sala per le scommesse.

La sentenza è stata emessa dal tribunale di Avezzano nei confronti dell’avvocato Gianni Paris, che è anche presidente dell’Avezzano calcio. Il noto legale marsicano era accusato del reato di calunnia e la società sportiva non è in alcun modo collegata con la vicenda. La sentenza, emessa dal giudice Francesca Greco, riguarda una sala scommesse intestata alla società Event 2010 srl.

Secondo l’accusa, un cliente cinese avrebbe perso la caparra di 70mila euro. Paris, insieme all’imprenditore Domenico Barbonetti e alla nipote Elisa Tallerico, erano finiti sotto accusa per truffa ma erano stati tutti prosciolti per prescrizione.

Il legale era stato però rinviato a giudizio, su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica, Maurizio Maria Cerrato, per il reato di calunnia.

Secondo quanto emerso dal processo, il cinese si era rivolto all’avvocato Paris per portare a termine un’operazione di acquisto di quote della società proprietaria della sala scommesse per 450mila euro. E il contratto preliminare, sempre secondo l’accusa, fu stipulato nel 2012 nello studio di Paris quando venne versata la caparra in contanti di 70mila euro. Per vari motivi l’operazione non andò più in porto e il cliente cinese non recuperò mai la caparra.

Il legale Paris, sempre secondo l’accusa, sostenne che tale somma non era stata mai versata. Così fu querelato dal cinese. Quindi Paris, a sua volta, contro querelò l’acquirente cinese sostenendo di essere stato diffamato e calunniato.

Secondo il tribunale, però, riguardo alla cessione della caparra, sarebbe caduto in contraddizione.

Quindi, stando alla sentenza, Paris avrebbe assistito alla cessione dei 70mila euro. Il tribunale ha inoltre contestato a Paris di aver accusato il cinese di calunnia ingiustamente.

Paris è stato condannato anche al risarcimento del danno cagionato alla parte civile da liquidarsi in sede civile e al pagamento delle spese di costituzione di 3.400 euro. L’imprenditore cinese era assistito dall’avvocato Emilio Bafile, mentre Paris era difeso dall’avvocato Gianluigi Filauri.

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