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Nasce il patto tra Comuni per recuperare il fiume 

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Ieri l’intesa tra la Provincia e 17 amministrazioni per attivare strategie per il Pescara La Regione punta a ottenere 80 milioni dal Piano nazionale di ripresa e resilienza

di Flavia Buccilli

PESCARA. Si chiama Manifesto di intenti – Contratto di fiume Pescara, e se ne parla da anni, dal 2007. Solo ieri, però, si è arrivati alla firma, punto di arrivo di un lavoro condiviso ma anche di partenza per progettare e realizzare una vita nuova per il corso d’acqua. Nella sala consiliare del Comune si sono ritrovati i rappresentanti di 17 comuni, sindaci o delegati, con il presidente della Provincia Antonio Zaffiri, alla presenza del vice presidente della giunta regionale Emanuele Imprudente e il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri. La finalità dell’intesa è di «attivare strategie e politiche condivise riguardo alla prevenzione del rischio, alla protezione del sistema fluviale, alla valorizzazione delle risorse ambientali e allo sviluppo locale sostenibile socio-economico, attraverso la pianificazione e la programmazione strategica integrata».

Salvaguardia, tutela e protezione sono le parole d’ordine da declinare sugli ambienti naturali, le acque, il suolo, le bellezze naturali e il rischio idraulico. Partendo da questi obiettivi comuni si punta, con il Contratto di fiume, a porre in essere iniziative a livello locale, con il coordinamento e l’ordinamento a sistema di quanto pianificato a livello provinciale e regionale. E proprio la Regione punta a far sì che «i Contratti di fiume possano essere operativi e tradursi in strumenti di programmazione, di investimento e realizzazione degli obiettivi», ha detto Imprudente. «Siamo stati tra i pionieri rispetto agli strumenti di programmazione complessiva, abbiamo costruito un progetto, una scheda, un sistema normativo e di richiesta di finanziamento di 80 milioni di euro, da ottenere attraverso il Pnrr, e siamo tra le quattro regioni che lo hanno fatto». Se poi non dovesse andare in porto questo tentativo si potrà puntare sulle «programmazioni comunitarie. Per quanto mi riguarda, come primo passaggio, metterò a disposizione delle piccole somme per una progettazione avanzata. In questa fase è importante avere progetti veri, cantierabili, per poi finanziarli».

«Il Pescara è il vero elemento identitario della città ma anche dell’entroterra. Pertanto oggi dobbiamo assumerci la responsabilità di restituire al nostro fiume il suo ruolo, e questo può essere solo il frutto di una volontà politica chiara che possa disegnare un futuro più vantaggioso, più importante sotto l’aspetto della crescita sostenibile. In questo senso, la Regione sta muovendo passi decisi», ha detto Sospiri ricordando che «fino ad ora il Pescara è sempre stato un problema, cementificato e distrutto e ritenuto la causa dell’inquinamento del mare e dell’insabbiamento del porto».

Per il sindaco di Pescara Carlo Masci, il Contratto di fiume «offre alle amministrazioni l’opportunità di riabilitarsi rispetto a scelte non proprio positive del passato sul nostro fiume, che rappresenta una risorsa, uno strumento di crescita ambientale, sociale ed economica. Ora i sindaci devono essere protagonisti e crederci, dobbiamo spingere sui finanziamenti e procedere tutti insieme».

«L’asta fluviale va sfruttata», si è augurato Zaffiri, «e vanno sfruttate le golene che devono diventare vivibili, non essere usate per i parcheggi», ha proseguito. «Si potrebbe anche pensare a spazi per la movida, prendendo spunto dai Navigli. E poi c’è il discorso della qualità delle acque, da recuperare», ha detto. Per il comune di Chieti c’erano l’assessore all’Ambiente e alla Transizione Ecologica, Chiara Zappalorto, con il presidente della Commissione Lavori Pubblici, Vincenzo Ginefra. Il Contratto «deve favorire la rinascita e, soprattutto, la rinaturalizzazione del fiume che passa anche attraverso la nostra città e dell’ambiente intorno, cioè la zona in cui sono concentrati i poli industriali e commerciali, il terziario, le infrastrutture di comunicazione e anche il polo della formazione e dello sport. Per Chieti Scalo questo contratto può diventare volano di un nuovo modello di sviluppo ma il SIR, sito di interesse regionale che ingloba il parco fluviale, aspetta una bonifica dalle sostanze inquinanti, purtroppo rinviata per via del disimpegno, da parte della Regione, dei 10 milioni di euro ad esso destinati. E chiediamo a gran voce alla Regione che ripristini i fondi del Masterplan al più presto».

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