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Rimpasto in giunta: Di Blasio e Aliano ora rischiano il posto 

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Mozione di sfiducia dell’opposizione per i due assessori, ma il sindaco rimanda ogni decisione a dopo il bilancio 

di Antonella Luccitti

MONTESILVANO. Due mozioni di sfiducia nei confronti di altrettanti componenti della giunta De Martinis. A protocollarle a palazzo di città, questa settimana, sono stati i gruppi consiliari del Pd e del Movimento 5 Stelle che, in particolare, chiedono la testa dell’assessore all’Urbanistica, Anthony Aliano, e di quello al Commercio, Paolo Di Blasio. All’origine della presa di posizione della minoranza – che per il momento preferisce non rilasciare dichiarazioni in merito – ci sarebbero due motivazioni molto diverse tra loro.

Se nei confronti di Aliano, la ragione sarebbe da ricercare nel suo operato all’interno della giunta, su Di Blasio, invece, peserebbe una decisione del tribunale. Analizzando le due diverse situazioni, dunque, perché il Pd e il M5S sollecitano il sindaco Ottavio De Martinis a estromettere dalla squadra di governo i due assessori?

Nei confronti dell’assessore all’Urbanistica Aliano, le perplessità – o meglio le accuse – dell’opposizione non sono di certo recenti. Da mesi, infatti, Pd e M5S puntano il dito contro l’avvocato che, secondo i diretti interessati, sarebbe più incline agli annunci in pompa magna piuttosto che ai fatti concreti. Proprio per questa ragione, già all’inizio di marzo la minoranza aveva invitato lo stesso Aliano a rimettere le proprie deleghe all’indomani di alcune proposte relative al miglioramento del traffico a Montesilvano. «Queste boutade d’avanspettacolo, se da un lato possono risultare esilaranti, denotano scarso rispetto per l’intelligenza dei cittadini», attaccavano Pd e M5S che aggiungevano «la città ha bisogno di risposte concrete e non di allucinate visioni». Un invito che era stato, a suo tempo, completamente ignorato dall’assessore. A distanza di quasi 4 mesi, dunque, la minoranza ha scelto una maniera più diretta per sollecitare l’estromissione dell’assessore, appellandosi direttamente al Consiglio comunale. Ed è forse proprio in replica all’iniziativa delle opposizioni che nei giorni scorsi Aliano ha scritto un lungo post su Facebook in cui si legge, tra l’altro: «Comprendo la critica politica, fa parte del gioco; ma non posso consentire a nessuno di travalicare il confine instillando dubbi sulla mia notoria correttezza e spiccata intransigenza».

Passando all’assessore Di Blasio, invece, a motivare la mozione di sfiducia ci sarebbe la recente sentenza che ha condannato l’amministratore a un risarcimento di 14mila euro nei confronti del Comune per i danni d’immagine subiti per l’inchiesta Ciclone. Ma che impatto avranno le due mozioni sulla maggioranza? In qualsiasi altro momento storico, le proposte dell’opposizione sarebbe cadute nel vuoto. Oggi però la situazione è ben diversa, con il sindaco alle prese con un rimpasto di giunta necessario ma che tarda ad arrivare e con il gruppo di Fratelli d’Italia che scalpita per ottenere tre posti in giunta e che, secondo alcuni, vedrebbe proprio in Aliano la “vittima sacrificale”. Quanto a Di Blasio, non è un mistero che lo stesso gruppo di appartenenza, FdI appunto, da tempo ormai sarebbe ben disposto a sostituirlo. Una situazione decisamente delicata per il sindaco, soprattutto perché arriva a pochi giorni dall’appuntamento più importante: il bilancio di previsione.

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