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UNIVERSITA’ TERAMO, AL VIA IL MEETING “SCIENZA PER LA PACE”: IL VIDEOMESSAGGIO DI PAPA FRANCESCO

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TERAMO – Non solo relatori ed ospiti illustri, anche il videomessaggio di Papa Francesco ad apertura del meeting internazionale “La Scienza per la Pace”, in corso nell’aula Magna dell’Università degli Studi di Teramo.

“È con profonda gratitudine che saluto e do il benvenuto agli illustri relatori e a tutti gli ospiti sia presenti nell’aula Magna dell’Università degli Studi di Teramo, sia collegati in videoconferenza. Ringrazio dal profondo del cuore Papa Francesco per la partecipazione con un videomessaggio al meeting internazionale ‘La Scienza per la Pace’”, ha esordito il rettore, Dino Mastrocola.

Presenti questa mattina, oltre al rettore Mastrocola, il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, il sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto, il presidente della provincia Diego Di Bonaventura, il capo della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea Antonio Parenti. Presentazione del meeting di monsignor Lorenzo Leuzzi, vescovo della Diocesi di Atri-Teramo.

IL PROGRAMMA DEL MEETING

“Un saluto particolare e un sentito ringraziamento vanno al ministro dell’Università e della Ricerca, professoressa Maria Cristina Messa e a Monsignor Dario Edoardo Viganò, Vice Cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze che ci onorano con la loro presenza, dando ulteriore lustro al meeting odierno. Un sentito ringraziamento a tutto lo staff che sta curando l’organizzazione del Meeting e a Monsignor Lorenzo Leuzzi ‘motore mobile’  di tante iniziative culturali e scientifiche nel nostro territorio”, le parole di Mastrocola.

Di seguito l’intervento completo del rettore:

Preparando questo mio breve intervento mi sono tornati in mente i versi di un poeta che ho molto amato:

“ ..e tu, Cielo, dall’alto dei mondi sereni, infinito, immortale; oh! d’un pianto di stelle lo inondi quest’atomo opaco del Male”.

Io penso che siamo qui oggi anche per cercare di confutare il senso della poesia “X Agosto” di Giovanni Pascoli, nel quale la terra non è altro che un minuscolo frammento intriso di male che il cielo può solo ricoprire di un pianto di stelle.

Da quale premessa muoviamo per affrontare un tema così ampio quale quello della scienza per la pace?

In primis dall’etica intellettuale e del lavoro, dall’onestà e sincerità delle nostre affermazioni scientifiche e dalla promessa preziosa di imparare a riconoscere gli eventuali errori, come dimostrano, a proposito di quest’ultimo punto, Bertrand Russell e Albert Einstein che negli anni cinquanta, dopo aver compreso i danni collaterali delle radiazioni atomiche, divennero convinti sostenitori del disarmo nucleare.

Altro aspetto che mi preme sottolineare è la necessità, in ogni campo del vivere, di imparare a fare comunità, anche attraverso approcci interdisciplinari, per crescere insieme ed affrontare con più strumenti la complessità dell’oggi, perseguendo sempre quegli ideali senza i quali, come diceva Pirandello “ ….la vita appare senza nesso, senza spiegazione e si è uccelli senza nido”.

Ma veniamo all’oggi, a questo tempo con il quale coincidiamo in ogni punto e che non possiamo guardare con il necessario distacco, questa contemporaneità che non possiamo rinchiudere in un archivio, ma che ci pone sotto gli occhi: incerti equilibri politici ed economici, nuove forme di conflitto anche culturali, nuove paure come la pandemia in corso con tutte le sue conseguenze e restrizioni, nuove forme di povertà, anche culturale, in particolar modo per i giovani e le donne e nel contempo massicce innovazioni in campo scientifico e tecnologico,l o sviluppo senza confini dell’economia mondiale, in particolare di quella finanziaria e che vede nel contempo il continente africano, nonostante tutte le sue potenzialità, quasi sempre tagliato fuori da molti traguardi.

In che modo la scienza può contribuire a creare in questo tempo una nuova cultura di pace capace di ampliare gli orizzonti e contemporaneamente proteggere dalle sofferenze, vincere il bisogno per approdare ad interventi concreti che portino a cercare di superare le innumerevoli contraddizioni che caratterizzano il nuovo millennio?

Intanto diventa importante distinguere tra scienza e tecnologia che sebbene indissolubilmente legate, infatti in origine entrambe facevano riferimento ad una forma di perizia di abilità, in realtà rappresentano due aspetti diversi del sapere in quanto la prima indaga i fenomeni naturali, il sapere “astratto”, mentre la seconda utilizza le conoscenze scientifiche per creare beni o migliorare prodotti a disposizione dell’uomo. Quindi è la scienza che a mio avviso deve orientare la tecnologia e non viceversa.

Dalle donne e dagli uomini riuniti in questo consesso ascolteremo molte risposte, adatte al nostro tempo e non solo, paradigmi di profonde riflessioni rispetto allo studio dell’universo, alla fisica, all’alimentazione, alla medicina, alla cooperazione e lo scopo sarà quello di conoscere per innovare e per costruire insieme.

La presenza che fa da baricentro al nostro incontro e sul quale vogliamo creare un cono di luce particolare è quella dell’esimio studioso Antonino Zichichi il quale ha dedicato la sua vita a costruire la pace attraverso la scienza.

Grazie e buon Meeting a tutti.

LE PAROLE DI PAPA FRANCESCO NEL VIDEOMESSAGGIO

Desidero esprimere la mia gratitudine agli organizzatori del meeting “La scienza per la pace”, in occasione del Giubileo di San Gabriele [dell’Addolorata], il cui santuario si colloca alle pendici del Gran Sasso, sede dei Laboratori Nazionali di Fisica Nucleare.

Saluto le autorità accademiche e scientifiche, gli ospiti delle istituzioni nazionali ed europee e tutti gli uomini e le donne impegnati nella ricerca scientifica.

Tra questi vorrei ricordare il prof. Antonino Zichichi, Presidente della Federazione Mondiale degli Scienziati – insignito in questa occasione della più alta onorificenza dell’Università di Teramo – che continua a dedicare la sua vita per lo sviluppo della scienza e la formazione delle nuove generazioni.

Cari e illustri scienziati, il vostro incontravi è un grande dono di speranza per l’umanità. Mai come in questo tempo si avverte il bisogno di un rilancio della ricerca scientifica per affrontare le sfide della società contemporanea. E sono felice che a promuovere tale incontro sia proprio la Comunità diocesana di Teramo, che testimonia cosi che non può e non deve esistere contrapposizione tra la fede e la scienza.

Come ho ricordato nell’Enciclica Fratelli tutti, è urgente “conoscere la realtà per costruire insieme” (n. 204). Per far crescere e sviluppare il desiderio di conoscenza che si nasconde nel cuore di ogni uomo e di ogni donna, è necessario che la ricerca scientifica metta a servizio di tutti le proprie indicazioni, ricercando sempre nuove forme di collaborazione, di condivisione dei risultati e di costruzione di reti.

Inoltre “non va trascurato – ricordavo ancora nell’Enciclica – il rischio che il progresso scientifico venga considerato l’unico approccio possibile per comprendere un aspetto della vita, della società e del mondo” (ibid.).

L’esperienza dell’emergenza sanitaria ancora di più e, per certi versi, in modo ancora più urgente, ha sollecitato il mondo della scienza a ripensare le prospettive della prevenzione, della terapia e della organizzazione sanitaria tenendo conto dei risvolti antropologici legati alla socialità e alla qualità delle relazioni tra familiari e, soprattutto, tra generazioni.

Nessun sapere scientifico deve camminare da solo e sentirsi autosufficiente. La realtà storica diventa sempre più una, unica (cfribid.) e ha bisogno di essere servita nella pluralità dei saperi, che nella loro specificità contribuiscano a far crescere una nuova cultura capace di costruire la società promuovendo la dignità e lo sviluppo di ogni uomo e di ogni donna.

Di fronte alle nuove sfide, a voi, cari amici e amiche della scienza, è affidato il compito di testimoniare come sia possibile costruire un nuovo legame sociale, impegnandovi a rendere la ricerca scientifica prossima a tutta la comunità, da quella locale a quella internazionale, e che insieme è possibile superare ogni conflitto.

La scienza è una grande risorsa per costruire la pace!

Vi chiedo di accompagnare la formazione delle nuove generazioni insegnando loro a non aver paura della fatica della ricerca. Anche il Maestro si fa cercare: Lui infonde in tutti la certezza che quando si cerca con onestà si incontra la verità. Il cambiamento d’epoca ha bisogno di nuovi discepoli della conoscenza e voi, cari scienziati, siete i maestri di una nuova generazione di costruttori di pace.

Vi assicuro, visono vicino e tutta la Chiesa vi è vicina, con la preghiera e l’incoraggiamento.

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