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CELANO: CASSAZIONE ANNULLA DIVIETO DI DIMORA, SANTILLI E PICCONE POSSONO TORNARE NEL LORO COMUNE

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CELANO – La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del sindaco di Celano, Settimio Santilli, e dell’ex vicesindaco ed ex parlamentare, Filippo Piccone, entrambi inquisiti nell’inchiesta su un presunto sistema clientelare e affidamenti pilotati, e ora potranno dunque tornare  a Celano. In precedenza, il Tribunale del Riesame dell’Aquila aveva vietato a entrambi di dimorare nel centro marsicano.

Da oggi potrebbero aprirsi diversi scenari. Secondo il prefetto dell’Aquila, Cinzia Torraco, il sindaco, che non si è dimesso, non poteva svolgere l’attività amministrativa a causa del divieto di dimora, tanto che il Comune è stato commissariato.  Dunque ora il sindaco potrebbe tornare in carica e l’amministrazione resterebbe quella attuale, anche se con un consigliere in meno.

Piccone e Santilli sono indagati nella clamorosa inchiesta della Procura di Avezzano su presunti appalti pilotati, e un “sistema capillare di clientelismo”, che vedeva come dominus l’ex parlamentare. Inchiesta sfociata in 51 indagati e otto arresti, tra cui quella di Piccone, in carcere a Vasto, e di Santilli, ai domiciliari,  misure per entrambi poi commutata in divieto di dimora,  Il sindaco sebbene sospeso dalla prefettura, è ancora in carica, con le opposizioni che denunciano la paralisi dell’ente. Piccone invece si è dimesso.

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