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Naiadi, salta l’intesa: ora i nuovi gestori  sono pronti a lasciare 

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La cordata di imprenditori romani valuta un passo indietro L’impianto torna nel caos, di nuovo a rischio la riapertura

di Adriano De Stephanis

PESCARA. Punto e a capo. Torna in discussione il futuro immediato delle Naiadi, date in gestione appena dieci giorni fa alla cordata romana composta da Fabio Conti, Roberto Cipolletti e Flavio Giustolisi. Da quanto si apprende i neo gestori starebbero valutando la possibilità di fare un passo indietro, dopo appena una settimana di lavori e di ricognizioni effettuate all’interno della struttura.

Le condizioni in cui versa l’impianto, i costi di gestione, la difficoltà di produrre ricavi (acuita anche dal contingentamento degli ingressi prodotto dal Covid), il solo anno di gestione e dei contribuiti regionali ritenuti evidentemente non sufficienti per offrire le dovute garanzie, sarebbero i punti intorno ai quali si è articolato il ragionamento della cordata romana, esplicitati ieri pomeriggio nel corso di un incontro con la Regione. Che, secondo i bene informati, non sarebbe disposta a rivedere i termini che lo scorso 23 giugno avevano portato all’affidamento temporaneo, bloccata anche dai vincoli imposti dalla legge.

La prossima settimana le parti si rincontreranno, ma se la situazione rimarrà quella presente allo stato attuale, appare difficile ipotizzare una prosecuzione del rapporto. A conferma delle sensazioni non buone c’è anche il silenzio del gestore, che contattato ha preferito non commentare, limitandosi a un laconico «chiedete alla Regione». A dire il vero durante questa settimana qualcosa si era mosso: grazie anche al lavoro di alcune delle maestranze, è stata svuotata la piscina olimpionica, pulito il bordo vasca e iniziata la manutenzione del verde. Poi qualcosa si è inceppato: i gestori hanno fermato le operazioni, apparentemente per un problema relativo alla mancanza di energia elettrica, ancora staccata, ma l’incontro di ieri ha lasciato capire altro.

Per gestire Le Naiadi occorre una spesa di circa 1,3 milioni di euro annui: in questo momento, con le restrizioni in atto, già arrivare a 800mila euro di incassi è difficile. Motivo che, conti alla mano, rischia di far diventare antieconomico ogni discorso. Si è anche pensato di affidare la gestione del solo Palapallanuoto alle associazioni sportive che tradizionalmente lo utilizzano, così da contenere i costi, ma anche quest’ipotesi è subito tramontata. Dalla Regione non arrivano né conferme, né smentite: si proverà a fare tutto il possibile per salvare questa gestione, trovata dopo lunghe giornate di lavoro. Tutti si auguravano di aver risolto il problema, la realtà però dice altro. Tuttavia, se non si dovesse raggiungere l’intesa con l’attuale gestore, due sono le strade: o tentare nuovamente con il Comune di Pescara, cercando di superare l’ostacolo dei 12 mesi di affidamento, oppure dare vita a un nuovo bando di gara, sempre per un anno, avente carattere d’urgenza, da chiudere entro fine luglio. In questo caso anche le società che avevano manifestato interesse, come la Pretuziana, potrebbero tornare in corsa e rispondere all’avviso.

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