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GRADIMENTO SINDACI: BIONDI DECIMO IN ITALIA, TRA GOVERNATORI MARSILIO PERDE POSIZIONI

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L’AQUILA – Il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, di Fratelli d’Italia, è decimo tra i primi cittadini del Paese, con un gradimento in crescita rispetto a quello delle elezioni del 2017, del 5,5%  arrivando ora al 59%. Il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio è al contrario in bassa classifica, al 12esimo posto con un calo del gradimento del 4,4% rispetto al 2018,  attestandosi ora al 45%.

E’ quanto emerge nella rilevazione annuale realizzata da Noto Sondaggi per Il Sole 24 Ore pubblicata sul quotidiano di Confindustria, che ha monitorato indice gradimento dei 105 sindaci dei capoluoghi di provincia e dei 17 governatori delle regioni a statuto ordinario.

Per quanto riguarda l’Abruzzo Il sindaco di Chieti, Diego Ferrara del Pd è al 42esimo posto, con un calo del consenso dal 55,8% al 55,5%. Il sindaco di centrosinistra di Teramo, Gianguido D’Alberto, è al 57esimo posto, a metà classifica, perdendo lo 0,3% dei consensi, passando dal 53,3% al 53%.

Male invece il sindaco di Forza Italia di Pescara, Carlo Masci, all’81esimo posto, in bassa classifica, passato dal 51,3% del gradimento del 2019 al 49% perdendo dunque il 2,3%.

Luca Zaia, governatore della Lega del Veneto e Antonio Decaro sindaco di Bari, del centrosinistra, si confermano anche nel 2021 gli amministratori locali dal più elevato indice di gradimento in Italia, rispettivamente con il 74% dei consensi per il presidente della Regione Veneto e con il 65% per il sindaco di Bari. Dietro di loro il quadro dei leader più popolari risulta in forte movimento.

Tra i governatori si segnala lo scatto di Stefano Bonaccini (Emilia Romagna, PD) che, con una crescita del 6%, raggiunge quota 60% e scalza dal secondo posto Massimiliano Fedriga (Friuli Venezia Giulia, Lega), il quale tra l’altro deve condividere il terzo gradino del podio con Vincenzo De Luca (Campania, PD) entrambi al 59%; nei top five, al quarto posto il governatore ligure Giovanni Toti (centrodestra) al 56% e al quinto posto Alberto Cirio (Piemonte, centrodestra) al 52,5%.

Tra i sindaci al secondo posto di Luigi Brugnaro (Venezia, centrodestra) al 62% segnando un balzo di +7,9%, seguito al terzo da Giorgio Gori (Bergamo, centrosinistra) ex aequo con Marco Fioravanti (Ascoli Piceno, centrodestra) entrambi al 61% ma con il Sindaco di Bergamo in crescita del 5,7%.

Nel caso dei governatori, se il confronto si sposta dal risultato 2020 a quello del giorno di elezione spiccano le performance di Luca Zingaretti (Lazio) che guadagna +10 punti, di Nello Musumeci (Sicilia, +9,2) e dello stesso Bonaccini (+8,6). In ribasso, invece, le quotazioni di Donatella Tesei (Umbria), rispetto sia allo scorso anno sia al giorno delle elezioni.

Il termometro della popolarità dei sindaci evidenzia, nel confronto tra il 2021 e il giorno delle elezioni, due gruppi di situazioni critiche.

Il primo è quello dei sindaci delle grandi città del Sud alle prese con conti in dissesto e paralisi amministrative: agli ultimi tre posti della graduatoria delle 105 città capoluogo ci sono infatti Salvo Pogliese (Catania, 30% dei consensi), Luigi De Magistris (Napoli, 35%) e Leoluca Orlando (Palermo, 39%).

L’altro fronte traballante è, più in generale, quello delle metropoli: Dario Nardella (Firenze, 57%) e Virginio Merola (Bologna, 54,6%) continuano a cavarsela egregiamente, ma Beppe Sala (Milano) si ferma per la prima volta sotto al 50% occupando un opaco 81° posto (-2,7%), mentre le sindache Cinque Stelle Virginia Raggi (Roma) e Chiara Appendino (Torino) coabitano alla casella numero 94 con il 43% di gradimento, con la Raggi che cala del 24,2% e l’Appendino dell’11,6%.

Il logorio amministrativo – che, per esempio, ha colpito in pieno Federico Pizzarotti (Parma, 97° posto) allontanandolo dalle prime posizioni occupate qualche anno fa – non intacca il favore di Clemente Mastella (Benevento), che arriva alla fine del primo mandato da sindaco con un solido 59,5%. Le difficoltà della vita amministrativa possono essere rapidamente fatali anche per gli outsider: lo dimostra la caduta libera – dal secondo al 22° posto in un solo anno – delle quotazioni di Cateno De Luca (Messina).

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