cronaca

“Quel palazzo vale oro” Così la cricca di Becciu provò a depistare i pm

“quel-palazzo-vale-oro”-cosi-la-cricca-di-becciu-provo-a-depistare-i-pm

Mischiare le carte. Metterla nel sacco ai magistrati. Perché i «porci» — così apostrofati dal cardinale Angelo Becciu — dovevano rimangiarsi tutto. La storia nella storia dell’incredibile truffa ai danni del Vaticano che ha convinto il Tribunale della Santa Sede a rinviare a processo dieci persone, tra cui lo stesso cardinale e diversi dipendenti della Segreteria di Stato, è tutta in un rocambolesco tentativo di depistaggio che matura nella testa di Becciu, si sostanzia nelle abilità affaristiche di Raffaele Mincione e Gianluigi Torzi (i finanzieri rinviati a giudizio) e trova una sponda nel milieu berlusconiano, dove rispuntano come funghi dopo un lungo temporale vecchie conoscenze della politica italiana, a partire dagli ex-ministri Giulio Tremonti e Franco…

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: