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Teatro negato ai Premi Flaiano Tiboni: «Grave mandarci via» 

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La presidente dell’importante rassegna denuncia il no dell’Ente manifestazioni per l’edizione del 2022 «Abbiamo ricevuto richieste da Lanciano, Chieti e Roma ma per il 50° è importante restare a Pescara»

di Marcella Pace

PESCARA. Potrebbe non esserci più Pescara nelle future edizioni dei Premi Internazionali Flaiano. Dopo 48 anni consecutivi nel capoluogo adriatico della storica manifestazione intitolata all’intellettuale pescarese e istituita da Edoardo Tiboni, la prossima edizione potrebbe non svolgersi più in città.

Il rischio è dovuto alla mancata disponibilità della location che ospita la rassegna che ogni anno si svolge tra la fine di giugno e la prima settimana di luglio, tra proiezioni di film e appuntamenti culturali che culminano nella tradizionale cerimonia conclusiva, con parata di stelle del mondo del cinema, della televisione, del teatro, della narrativa e del giornalismo, a Pescara per ritirare il prestigioso Pegaso d’Oro. «Come accade ogni anno, a pochi giorni dalla conclusione della premiazione finale», spiega una rammaricata Carla Tiboni, presidente dei Premi, nonché figlia del fondatore, «prenotiamo subito il teatro D’Annunzio per l’edizione successiva. Così abbiamo fatto anche in questa occasione, inoltrando la nostra richiesta all’Ente manifestazioni pescaresi che gestisce il teatro. Lunedì mattina però abbiamo ricevuto una Pec, con cui ci è stato comunicato che la struttura non è disponibile».

Nella risposta si annuncia che il prossimo anno il teatro sarebbe già occupato, nei giorni individuati per i Premi, da Funambolika, il festival dedicato alle nuove arti circensi e da altre manifestazioni. «Già quest’anno», ricorda Carla Tiboni «abbiamo convissuto con Funambolika senza alcun problema. Ciò che reputo altamente offensivo sono “gli altri eventi” a cui l’Ente fa riferimento, perché vorrei capire quali sono queste manifestazioni che vanno a precludere lo svolgimento della quarantanovesima edizione dei Premi».

Per la presidente il diniego era nell’aria già dall’edizione appena passata. «Quando ho fatto la richiesta per i Premi conclusi da pochi giorni, ci venne proposto prima un contratto di affitto da 8 mila euro», ricostruisce «poi il 25 maggio da 4.700 euro e infine, grazie all’intervento del sindaco Carlo Masci e dell’assessore Maria Rita Paoni Saccone siamo riusciti ad arrivare a un canone di 3.400 euro». I premi da sempre negli ultimi anni si sono svolti al teatro, ad eccezione delle parentesi di sei edizioni tra il 2013 e il 2019 (2016 escluso) che si sono svolti nella centralissima piazza Salotto. «L’anno scorso avremmo voluto organizzare i Premi in piazza, ma siamo stati scalzati dagli europei di Beach volley che poi, causa Covid, sono saltati. Quest’anno lo stato di emergenza sanitaria ha reso necessario organizzare l’evento al teatro che è ormai diventato sede naturale dei Premi».

Ad amareggiare ancora di più la fondazione Tiboni è l’avvicinarsi di due edizioni celebrative. I quarantanovesimi Premi il prossimo anno coincidono con il 50° anniversario della morte di Ennio Flaiano e poi nel 2023 anche la manifestazione raggiungerà il traguardo dei 50 anni. «Abbiamo ricevuto offerte da Lanciano, da Chieti e anche da Roma, ma le prossime edizioni sono momenti per i quali è ancora più opportuno svolgere la manifestazione a Pescara», sottolinea Carla Tiboni. «Questo diniego da parte dell’Ente è inspiegabile e sembra avere il sapore della ritorsione. Il vaso è colmo. Non è pensabile che una manifestazione, gratuita nelle serate di premiazione e con il festival a prezzi ultrapopolari, a cui i pescaresi sono legatissimi, debba andare altrove. Qualcuno ci dica dove fare i prossimi Premi».

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