cronaca

Giancarlo Antognoni dice addio alla Fiorentina: “La Proprietà non mi vuole”

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È separazione tra Giancarlo Antognoni e la Fiorentina. L’ultimo incontro, andato in scena nel pomeriggio di venerdì 16 luglio, non è riuscito ad annullare le distanze tra proposta e aspettativa. La proposta di un ruolo all’interno del settore giovanile (responsabile scouting) da parte della Fiorentina e la volontà di Antognoni, invece, di rimanere a stretto contatto con la prima squadra con la percezione di un ridimensionamento del suo ruolo. 

“In seguito all’incontro avvenuto nel corso del pomeriggio di oggi tra il Direttore Generale Giuseppe Barone e Giancarlo Antognoni, la Fiorentina prende atto, con profondo rammarico, della volontà di Antognoni di non proseguire il rapporto di collaborazione con il Club. La Società aveva individuato per Giancarlo Antognoni il ruolo di Direttore Tecnico del settore giovanile. Una proposta e un ruolo identificati come la soluzione ottimale e perfetta per entrambi. Il fiuto innato e la grande abilità di Giancarlo Antognoni nello scovare nuovi talenti avevano spinto il Club a proporgli un ruolo così importante in un’area, quella Tecnica e di Scouting del Settore Giovanile, che è la base di partenza dei futuri successi di ogni Club. Area ritenuta ancora più fondamentale proprio dalla Fiorentina come dimostra il grande investimento sui giovani con il futuro Viola Park. La Fiorentina, Il Presidente Commisso e la sua famiglia, il Direttore Generale Giuseppe Barone, il Direttore Sportivo Daniele Pradè, tutta la Dirigenza e la Famiglia Viola ringraziano Giancarlo Antognoni per tutto quello che ha dato alla Fiorentina in questi anni e gli augurano le migliori soddisfazioni per il suo futuro, umano e professionale. Giancarlo rimarrà sempre Bandiera Viola”.

Così, dopo quattro anni tra Della Valle prima e Commisso poi, termina la seconda vita da dirigente di Antognoni con la società che fin dal 1972 l’ha visto protagonista. Prima in campo, ribattezzato dai tifosi “unico 10”. Poi come dirigente, figura di riferimento e di raccordo, ambasciatore. Club manager, come l’ultima carica ricoperta con la proprietà di Rocco Commisso. Antognoni era tornato nella Fiorentina nel 2017, dopo un lungo distacco dovuto anche a un rapporto non sempre facile con l’allora gestione dei Della Valle. La festa per i 90 anni del club e il riavvicinamento, fino all’ingresso in società. Poi la cessione del club a Commisso e il suo nuovo ruolo. Nelle ultime settimane il contratto era scaduto e la città, con striscioni e messaggi d’affetto, aveva ribadito tutto il suo amore per Antognoni. 

Il comunicato di Antognoni

 “La proprietà mi vuole fuori dalla prima squadra, questo è il punto. Lascio la Fiorentina, non lascio Firenze. Alla maglia viola e ai suoi splendidi tifosi restano e resteranno per sempre la mia riconoscenza ed il mio amore incondizionato”.


Con questa lettera aperta diffusa attraverso l’Ansa Giancarlo Antognoni ha ufficializzato l’addio dal club viola di cui è il riconosciuto uomo-simbolo per la carriera di calciatore prima e dirigente poi e dove era tornato nel 2017, sotto la gestione-Della Valle, con l’incarico di club manager dopo l’esperienza in Federcalcio, incarico che ha ricoperto anche con l’avvento di Rocco Commisso nel 2019 alla guida della società.


“Ho incontrato l’amministratore delegato del club per valutare se vi fossero possibilità per proseguire la strada insieme, ho dovuto prendere atto che la posizione del club non è cambiata di una virgola circa il mio ridimensionamento professionale – scrive Antognoni dopo  il faccia a faccia di oggi con il dirigente Joe Barone -, e ció nonostante io abbia prospettato una soluzione che, insieme alla Direzione tecnica del Settore giovanile, potesse mantenere il ruolo che ho assunto con la prima squadra in questi anni e che ho svolto con orgoglio. Le due stagioni trascorse insieme sono state avare di soddisfazioni per tutti, anche per me. Ed indubbiamente avremmo avuto elementi per valutare insieme un diverso modo di procedere. Purtroppo non ci sono stati margini di discussione, prendere o lasciare. Già prima di incontrarci ero stato invitato a lasciare il mio ufficio, cosa di per sé abbastanza eloquente…”.


 

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