cronaca

Isola pedonale da ridurre «Vogliamo i bus navetta» 

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Nuova lettera al Comune di residenti e commercianti, chiesti anche parcheggi Cresce il fronte dei contrari all’attuale assetto delle strade pedonalizzate

L’AQUILA. Isola pedonale dalle 20, ma solo nei fine settimana, e dalla mattina solo in occasione di grandi eventi programmati; parcheggi a disco orario dappertutto tranne che per gli stalli destinati ai residenti; riattivazione in sicurezza del tapis roulant del tunnel tra piazza Duomo e Collemaggio, con contestuale raddoppio delle corse del bus navetta ed estensione del servizio fino alla mezzanotte. Sono le richieste che negozianti, residenti e professionisti del centro hanno messo nero su bianco in una nuova lettera – la seconda, dopo quella scritta circa due settimana fa – indirizzata al sindaco Pierluigi Biondi. La nota è stata diffusa dalla portavoce Alessia Pulsoni.

LA PROTESTA. È un fronte sempre più ampio, ormai, quello che si oppone all’attuale pedonalizzazione del centro, che va dalle 19 alle 24 durante la settimana e dalle 11 del sabato alle 24 della domenica nei weekend. Un regime di chiusure che, dicono i firmatari delle due lettere (arrivati ormai a 250), è stato disposto in base a decisioni prese «senza un’analisi e una concertazione con i cittadini», e che ha provocato, per i commercianti, cali di fatturato del 50/70% e, per i professionisti e residenti, un disagio «con cui bisogna fare i conti». «L’isola pedonale», si legge nel documento, «la vogliamo anche noi, ma senza bruciare le tappe che servono per arrivarci e con il buonsenso di proteggere e agevolare la ripresa economica del post-Covid. Invece qui ci sono attività appena ricollocate che non reggeranno a lungo gli urti economici e che rischiano la chiusura, mentre altre stanno già decidendo di delocalizzarsi nuovamente in periferia. Ci sono cittadini e professionisti che vogliono vendere la propria abitazione per soluzioni più vivibili».

«NO GUERRE TRA POVERI». «Quello che si chiede», aggiungono esercenti e residenti, «è un ascolto e una comprensione delle criticità, non prese in giro con mediazioni cercate solo con una parte di noi. Troviamo ingenerosa nei nostri confronti anche la strumentalizzazione fatta nel dipingere “una guerra tra poveri” quando parliamo della deregulation delle auto della ricostruzione: noi chiediamo correttezza verso le auto private di tecnici e operai che invadono piazze e vicoli perché vogliamo che loro abbiano la possibilità di accedere ai cantieri con i pulmini messi a disposizione dalle imprese». GRANDI EVENTI. Ma gli autori della lettera criticano anche le politiche di rivitalizzazione del centro basate sull’organizzazione dei grandi eventi: «È uno schema riduttivo di chi guarda alla forma e mai alla sostanza dei problemi».

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