cronaca

Melfi come Santa Maria Capua Vetere: “Insabbiati i pestaggi dei detenuti in cella”

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Può darsi che sia una frottola. Può darsi che dodici testimonianze univoche e concordanti non costituiscano la prova, e neanche l’indizio, di un pestaggio di massa di 60 detenuti, “salutati” così dagli agenti della Penitenziaria prima del trasferimento. Può darsi che sia normale che nella casa circondariale di Melfi (136 reclusi divisi in quattro sezioni di Alta Sicurezza) le telecamere di sorveglianza interne non avessero un sistema di registrazione, e quelle installate presso la portineria e le mura perimetrali fossero inservibili e con le memorie cancellate.

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