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I ragazzi in quarantena a Corfù: il rientro non prima del 28 luglio 

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I 14 giovani in isolamento da Covid in un albergo di Kerkira, in Grecia: «Abbiamo bisogno di antibiotici»  E i genitori attaccano: «Nessun contatto diretto con la Farnesina, ci hanno lasciato soli a gestire tutto»  

di Cinzia Cordesco

PESCARA. «Stringiamo i denti e andiamo avanti. Durante la giornata cambiamo stato d’animo più volte, ma cerchiamo di resistere. Ormai siamo rassegnati all’idea di restare qui forse ancora per due settimane. Ci sono vicini i nostri genitori, che stanno facendo di tutto per farci stare bene». L’umore è altalenante, chiusi in una camera d’hotel da giorni, raccontano i momenti difficili, ma stanno cercando di «tenere duro» i 14 ragazzi (tra i 17 e i 21 anni) di Pescara, Pianella e Montesilvano, da martedì in quarantena da Covid in un albergo di Kerkira, in Grecia.

Il consolato ha negato il rientro prima della conclusione dei giorni di isolamento (tra 10 e 14) pertanto, otto di loro, i non contagiati, non torneranno a casa prima di mercoledì 28 luglio.

Mentre migliorano le condizioni di salute di tre dei sei contagiati che nei giorni scorsi avevano accusato febbre alta e fastidi agli occhi. Tutti sono stati accompagnati in ospedale per accertamenti. Per questi ragazzi, l’isolamento dovrebbe concludersi in anticipo, il 22 luglio, considerando il periodo di incubazione della malattia. Mentre ieri mattina è stato eseguito il secondo tampone a quattro giovani risultati inizialmente negativi. La negatività è confermata anche in questo ulteriore esame. Uno di essi, però, malgrado il tampone non dia esito positivo, sta accusando malori e non avverte più odori e sapori, tipici avvertimenti del contagio.

Erano partiti in quindici dall’aeroporto di Ciampino l’8 luglio scorso. Sarebbero andati via una settimana dopo, invece, finita la vacanza fatta di momenti allegri e spensierati, è iniziato l’isolamento nell’albergo di Kerkira. . Solo uno di loro, un 19enne di Montesilvano, è riuscito a ripartire nei tempi previsti (martedì con un volo delle 21) ma una volta atterrato a Pescara è risultato positivo ad un tampone.

«Abbiamo bisogno di antibiotici» lanciano l’allarme i ragazzi bloccati dal Covid in Grecia, nello stesso albergo dove alloggiano in quarantena anche dieci studentesse pescaresi, diplomate al liceo scientifico Da Vinci, in vacanza sull’isola dal 2 luglio. Sarebbero dovute ripartire il 10 ma il Covid ha bloccato sei di loro e l’isolamento è toccato a tutte per motivi di sicurezza. È già arrivato a destinazione, invece, il carico degli altri farmaci, antinfiammatori, integratori, aspirine, inviati dalle famiglie tramite un corriere del Comitato Cure Domiciliari Covid-19, presieduto da Erich Grimaldi, contattato dai genitori dei tre giovani positivi a Corfù. Attraverso le piattaforme delivery internazionali le famiglie hanno fatto portare in camera patatine e hamburger. «Forse potranno far ritorno a casa il 28», fa due conti una madre di Cerratina di Pianella, «ma non abbiamo notizie certe su come, e per quando, dobbiamo organizzare la ripartenza dei nostri figli. Nessuno della Farnesina si è fatto vivo, nessuno che ci dia indicazioni su cosa fare e come muoverci. Tutto ciò che finora abbiamo fatto, dai medicinali al cibo per i ragazzi, è solo merito delle nostre iniziative».

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