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Aree di crisi, 7 milioni all’Abruzzo 

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Boccata d’ossigeno per la Val Vibrata. La Regione pronta a integrare il fondo

PESCARA. Arriva una boccata d’ossigeno per le aziende abruzzesi nelle aree di crisi industriale, con il finanziamento tramite risorse residue e la proroga dell’integrazione salariale. Per l’Abruzzo si parla di circa 7 milioni di euro. Anche per il 2021, le regioni possono infatti utilizzare le risorse residue dei precedenti finanziamenti per il completamento dei piani di recupero occupazionale a favore delle aree di crisi industriale complessa. Questo è previsto nell’articolo 1 della legge di bilancio 2021. Come ha chiarito il ministero del Lavoro, infatti, questa norma accorpa i precedenti interventi in materia e permette di utilizzarne le eventuali risorse avanzate. L’importante è che siano riferite a interventi che traggano origine dall’articolo 44 del decreto legislativo 148 del 2015. In sostanza, sono stati prorogati e rifinanziati anche i trattamenti di integrazione salariale straordinaria (Cigs) e a ogni singolo lavoratore possono essere concessi fino a 12 mesi di mobilità in deroga. A questo scopo, l’Inps ha già indicato la ripartizione delle risorse tra le singole regioni, e all’Abruzzo spettano 7 milioni e 63mila euro.

La Regione Abruzzo, inoltre, già da alcune settimane sta lavorando alla possibilità di assumere e incrementare un impegno finanziario ulteriore a sostegno del progetto di investimenti e reindustrializzazione dell’area di crisi della Val Vibrata, in particolare per il settore tessile. Ma il tempo stringe perché il territorio è stato colpito, già da qualche anno, da una profonda crisi industriale e occupazionale, che per effetto della pandemia da Covid si è ulteriormente aggravata. La Regione, nella riunione di aprile con il ministero per lo Sviluppo economico, ha evidenziato come la crisi si sia allargata anche fuori dalle aree già ufficialmente individuate. Per questo motivo, è necessario individuare anche altre zone di crisi complessa come la Val Vibrata, in particolare nell’area vestina. In questo modo, sarebbe possibile avere a disposizione agevolazioni fiscali sia a beneficio delle imprese già esistenti, che a vantaggio delle aziende che avessero intenzione di investire in Abruzzo. (p.g.)

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