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Green pass, colori e divieti Tra poco cambierà tutto 

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Conto alla rovescia per l’obbligo del certificato anche per ristoranti al chiuso e discoteche Il decreto rivoluziona anche i parametri: torna in giallo chi ha troppi malati in ospedale 

di Alfredo Sitti

Nuovi parametri per il cambio di colore e green pass da utilizzare in tutti i luoghi in cui possono formarsi assembramenti. Sono i pilastri del nuovo decreto Draghi che sta per essere definito.

Con l’aumento dei casi e la variante Delta che preoccupa sempre di più per la sua alta contagiosità, il governo corre ai ripari mantenendo una linea di prudenza e allo stesso tempo cercando di impedire che si arrivi a nuove chiusure. Ecco che allora l’utilizzo del certificato verde sembra essere la risposta al rischio di altri stop forzati per attività come ristoranti, bar, piscine, stadi, palestre, cinema e teatri. Domani, nel corso della cabina di regia, si discuteranno gli ultimi dettagli relativamente allo stesso green pass, ma ormai la lista dei luoghi dove si potrà accedere solo con la certificazione sembra essere stata definita. I nuovi provvedimenti potrebbero entrare in vigore dal 26 luglio.

NUOVI PARAMETRI. Nel nuovo decreto Covid, le zone gialle potrebbero scattare con il 5% di posti letto occupati in terapia intensiva. Sarà quindi il tasso di ospedalizzazione il criterio più importante per stabilire i colori delle regioni. A richiedere un cambio dei parametri sono state le stesse Regioni, poiché il rischio è di decidere chiusure perché c’è gente positiva a casa, «quando il sistema sanitario è pienamente efficiente».

E così, anche se alcune zone si avvicinano al ritorno in giallo visto il trend di aumento dell’incidenza dei contagi, per scongiurare il rischio chiusure si è pensato a un cambio di rotta sulle valutazioni. Sembra comunque che il calcolo dell’incidenza dei positivi ogni 100mila abitanti resterà, anche se perderà il suo impatto nel caso in cui l’occupazione di posti letto in terapia intensiva e nei reparti ordinari non superi le percentuali di rischio del 30 e 40 per cento.

I controlli rimarranno fondamentali, tanto che diventerà sempre più tassativa la necessità di eseguire un numero minimo di tamponi: in zona bianca serviranno almeno 150 test ogni 100mila abitanti. Con questi scenari nel governo si discute anche dell’opportunità di far slittare la scadenza dello stato di emergenza al 31 dicembre.

LA ZONA GIALLA. L’eventuale passaggio in zona gialla per le regioni a rischio non implicherà il ripristino del coprifuoco, ma il ritorno della mascherina sempre obbligatoria e di altre restrizioni. Partendo dai ristoranti che, all’interno, non potranno accogliere più di quattro commensali per tavolo. Ancora, gli stadi, i palazzetti sportivi, le arene e le sale per eventi dovranno ridurre la capienza massima: mille spettatori negli spazi aperti, 500 al chiuso. Inoltre potrebbero subentrare limitazioni per le feste, comprese per le cerimonie religiose come i matrimoni. L’obiettivo del governo è comunque quello di mantenere l’Italia in bianco almeno fino a Ferragosto.

GREEN PASS. In tal senso il green pass può essere la risposta ai pericoli. Si tratta del certificato che dimostra di essere guariti dal Covid, oppure aver fatto un tampone nelle ultime 48 ore (risultato negativo), o di essere stati vaccinati con doppia dose.

Il prossimo decreto dovrebbe imporre il rilascio della carta verde solo a chi ha ricevuto anche la seconda dose. Bisognerà presentarlo quando si entrerà nei luoghi dove c’è il rischio di assembramenti o si possono trovare file. La filosofia di fondo è evitare le chiusure e far pagare dazio a chi non si vaccina. Sperando che l’imposizione convinca anche i no vax a immunizzarsi. Come è accaduto in Francia.

QUANDO SERVE. Per chi viaggia il green pass sarà indispensabile. Bisognerà mostrarlo prima di prendere treni a lunga percorrenza, navi ed aerei. Al momento è invece escluso che sia obbligatorio su bus e metropolitane, ma se a settembre la curva epidemiologica sarà ancora in salita questa scelta sarà rivista.

Ad ogni modo in stadi, palestre, centri sportivi, concerti, eventi, convegni, spettacoli, feste e banchetti bisognerà avere la certificazione.

RISTORANTI E DISCOTECHE. Il rischio di nuove serrate a causa di un aumento dei contagi spaventa le associazioni di categoria e proprio su questo si è fatto leva per mediare con la Lega – che aveva espresso la propria contrarietà – e ottenere il via libera al green pass per i ristoranti al chiuso. Sul tema c’è stato un vero e proprio braccio di ferro tra i vari partiti che sembra essere arrivato ad un esito, con la trattativa che è passata per un via libera immediato ai locali da ballo che non hanno ancora una data di riapertura, imponendo però il controllo quando si va a pranzo o a cena all’interno. «Io in questa fase non vado al ristorante, mentre ci andrei volentieri se sapessi che tutti i clienti sono vaccinati», hanno sostenuto membri del governo.

Quindi le novità riguardano anche le discoteche e sono sempre legate all’utilizzo del certificato verde. Il Comitato tecnico scientifico ha già concesso il parere favorevole alle aperture condizionandole al green pass: dunque la trattativa di queste ore tra i vari partiti della maggioranza passa proprio per inserire la data di riapertura delle sale da ballo in coincidenza con l’entrata in vigore del decreto che lo rende obbligatorio.

I NODI. Non mancano, però, alcune problematiche.

Molti cittadini segnalano di non riuscire ad ottenere il codice elettronico del green pass pur avendo completato il ciclo vaccinale.

E poi c’è il tema controlli: il certificato verde dovrà essere esibito al momento di entrare nei luoghi a rischio o di salire a bordo, proprio come avviene adesso con la misurazione della temperatura. In caso di controllo delle forze dell’ordine, chi ne è sprovvisto rischia una multa fino a 400 euro e il gestore dell’attività potrebbe subire la chiusura per 5 giorni. La sanzione si ridurrebbe a 260 euro se pagata entro cinque giorni.

La questione però è delicata, perché c’è il tema della privacy sollevato dal garante. Gli accertamenti, quindi, potranno essere eseguiti solamente dalle forze dell’ordine. Ma questo non significa che i gestori dei locali non debbano verificare se i clienti siano in possesso o meno della certificazione verde.

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