cronaca

Parco Sirente Velino, nomine contestate  

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Le associazioni ambientaliste: scelte anacronistiche per designare presidente e consiglio direttivo

ROCCA DI MEZZO . «Nessuna innovazione e nessun rilancio, solo logiche antiche e localistiche». È questa la valutazione da parte di undici associazioni ambientaliste sulle nomine di presidente e consiglio direttivo del Parco Sirente Velino. Aver superato la fase di commissariamento è sicuramente una buona notizia, ma purtroppo è l’unica», affermano Wwf, Italia Nostra, Salviamo l’Orso, Touring Club Italiano, Lipu, Pro Natura, Archeoclub, Mountain Wilderness, Dalla parte dell’Orso, Orso and Friends e Comitato Salviamo il Parco Sirente Velino, «le nomine passano come la conseguenza della nuova legge di gestione del parco regionale che le associazioni ambientaliste e tanti cittadini avevano fortemente criticato e osteggiato sia nella parte che riguarda gli organi di gestione sia perché da quella legge è scaturita l’ennesima riduzione del confine dell’area protetta di migliaia di ettari». Le undici organizzazioni ricordano di aver lanciato una petizione on-line contro la riperimetrazione del parco e per il suo rilancio che ha visto la raccolta di 125mila firme». Le associazioni, inoltre, hanno «prodotto documenti e osservazioni scientifiche», evidenziando che «cinquanta tra le maggiori personalità della cultura ecologista italiana, docenti universitari, scrittori, saggisti e giornalisti, hanno firmato un appello per la salvaguardia del Sirente Velino, e soprattutto era stato chiesto alla Regione un impegno per la promozione e il rilancio dell’unico parco regionale». La designazione a presidente di Francesco D’Amore «ricalca così inevitabilmente le stesse scelte fatte in passato, oggetto di una visione anacronistica di gestione ostaggio di municipalismi: si sceglie, infatti, all’unanimità dei sindaci, cosa sulla quale faremo inevitabilmente una riflessione, quello che più caldamente ha appoggiato la scelta di ridurre il parco Sirente Velino». Non era quello che le associazioni auspicavano. «Avevamo infatti evidenziato la necessità di nominare figure impegnate dalla parte della conservazione della natura e della promozione del territorio», osservano, «capaci di rilanciare il parco e dargli il posto che merita tra le aree protette italiane».

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