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“RIDURRE PEDAGGI IN TRATTI CON PROBLEMI VIABILITA’”, AUTOSTRADA A14, ANTITRUST DIFFIDA L’ASPI

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PESCARA  – L’ Autorità Antitrust ha avviato procedimento di inottemperanza nei confronti di Autostrade per l’Italia in quanto “la società concessionaria a marzo ha ricevuto una sanzione di 5 milioni e non ha ancora ridotto il costo del pedaggio nelle tratte con notevoli problemi di viabilità”. Lo annuncia l’Autorità in una nota. Tra le tratte anche quella abruzzese, della A14 Bologna-Taranto, interessate in questi mesi da numerosi cantieri, con rallentamenti e disagi che hanno esasperato cittadini e sindaci.

La mancata riduzione dei pedaggi riguarda le tratte sulla A/16 Napoli/Canosa, A/14 Bologna/Taranto, A/26 Genova Voltri-Gravellona Toce e, per le parti di sua competenza, A/7 Milano-Serravalle-Genova, A/10 Genova-Savona-Ventimiglia e A/12 Genova-Rosignano.

A marzo l’Autorità aveva determinato che Aspi, società concessionaria a cui sono affidati oltre 3mila chilometri di rete autostradale, “non ha adeguato né ridotto il pedaggio nei tratti in cui si registrano critiche e persistenti condizioni di fruibilità del servizio autostradale con lunghe code e tempi di percorrenza elevati, causati dalle gravi carenze da parte della società nella gestione e nella manutenzione delle infrastrutture che hanno richiesto interventi straordinari per la messa in sicurezza“. Al termine dell’istruttoria, l’Autorità aveva sanzionato la concessionaria con il massimo edittale, pari a 5 milioni di euro, per la mancata riduzione del pedaggio sulle tratte interessate in violazione degli articoli 20, 22, 24 e 25 del Codice del Consumo.

Ora, spiega l’Autorità, il procedimento è stato aperto per inottemperanza alla diffida, “atteso che Aspi non ha ridotto il costo del pedaggio e/o non ha adottato alcuna procedura per riconoscere agevolazioni tariffarie e rimborsi per le tratte autostradali in cui si verificano rilevanti criticità nella viabilità”. “In queste tratte – sottolinea l’Autorità – si erano registrate importanti riduzioni delle corsie di marcia e/o specifiche limitazioni della velocità massima consentita, con conseguente notevole disagio non solo per i consumatori ma anche per gli autotrasportatori, in termini di code, rallentamenti e significativo aumento dei tempi di percorrenza“.

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