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Intesa tra Marrucino e Civitella: così faremo rinascere l’anfiteatro 

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La storica struttura e la piazzetta dello Stellario passano in gestione per i prossimi tre anni al teatro  Il presidente Angeloni: organizzeremo eventi e concerti compatibilmente con le regole anti-Covid

di Arianna Iannotti

CHIETI. Il parco archeologico della Civitella va in gestione al teatro Marrucino per tre anni. Ieri mattina, all’auditorium Cianfarani, il presidente della deputazione teatrale Giustino Angeloni e la dirigente della Direzione generale dei musei abruzzesi, Mariastella Margozzi, hanno siglato l’accordo che assegna al Marrucino la gestione degli spazi esterni al museo della Civitella: l’anfiteatro romano, la piazzetta Di Resta dove si svolgeva Lo Stellario, e gli spazi destinati ai servizi, quali il botteghino e il locale del bar. «È un accordo storico», ha detto il vice sindaco Paolo De Cesare che l’ha promosso mantenendo fede a una gettonata promessa elettorale, «abbiamo sempre detto che Chieti deve ripartire dalla cultura e in questo senso stiamo operando».

LA FIRMA Angeloni e Margozzi hanno firmato l’accordo ieri mattina alla presenza del sindaco Diego Ferrara, del vice De Cesare, e del direttore del museo della Civitella, Marcello Iannicca. Erano presenti in sala anche il direttore amministrativo del Marrucino Cesare Di Martino, i due componenti del consiglio d’amministrazione del teatro, Paolo Roccioletti e Maria Cristina Stumpo, e il presidente della commissione comunale cultura, Luca Amicone. «Siamo fieri di questa firma», ha detto Ferrara, «perché potremo dare corpo a una sinergia che abbiamo attivato da subito fra il Comune e la Direzione museale abruzzese, vista la presenza nella nostra città di importantissimi luoghi espositivi. Lavoreremo insieme per fare della cultura il più importante volano della città e lo faremo nella certezza del potenziale della nostra città, che con la sua storia ha tantissimo da dire e può diventare un riferimento non solo per l’Abruzzo, ma anche per l’Italia».

SPETTACOLI E CONCERTI «Tenuto conto delle incognite legate al meteo e al Covid», ha detto Angeloni, «ci piacerebbe organizzare qualcosa già a fine agosto o inizio settembre. Stiamo pensando a un concerto oppure a uno spettacolo teatrale. Oppure ad entrambi». È presto per dirlo, ma in futuro potrebbe anche tornare a riaccendersi Lo Stellario, la discoteca sotto le stelle che ha saputo animare le notti teatine. «L’intesa», ha sottolineato De Cesare, «comprende anche i bar, cosa che ci consentirà di riattivare l’intero complesso e concretizzare attraverso la deputazione teatrale un’azione volta a farne un luogo di cultura vivo e di prestigio, sarà cornice di tanti eventi, integrando la programmazione del Marrucino, ma anche attraverso l’appalto di spettacoli di altissimo livello, a cui stiamo già lavorando. La firma di oggi concretizza quando noi crediamo nella forza rappresentata dal patrimonio storico, artistico, culturale e intangibile che Chieti ha da sempre, su cui cercheremo di investire idee e risorse. Un ringraziamento ai firmatari tutti di questa convenzione e a tutti coloro che insieme a noi lavoreranno per dare ad essa attuazione e contenuti sempre nuovi».

L’ACCORDO Il documento sottoscritto è composto da 14 articoli che regolano il rapporto tra istituzione teatrale e Direzione regionale dei musei. Si scopre così che l’uso temporaneo degli spazi verrà a costare al teatro 30mila da poter versare in due soluzioni. La concessione non riguarda l’intero anno, ma solo l’estate. In particolare, per quanto riguarda quest’anno, è partita dal primo luglio scorso e termina il 30 settembre prossimo; per il 2022 parte il primo giugno e termina il 30 settembre; stesso periodo per il 2023. A carico del concessionario, vale a dire del teatro, ci sono molti obblighi: «La realizzazione di interventi diretti di sistemazione», si legge nel documento, «la messa in sicurezza e la realizzazione di migliorie, la sorveglianza, la pulizia, la sanificazione, la tinteggiatura della biglietteria, la manutenzione». Il teatro è anche responsabile in caso di danni alla struttura. C’è inoltre una clausola sul divieto di accesso agli spazi «a tutti coloro che si trovino in stato di ubriachezza o sotto l’influenza di sostanze stupefacenti».

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