cronaca

Musica e cultura piangono il Maestro Vetuschi

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Il Maestro Ennio Vetuschi

TERAMO

Morto a 94 anni il fondatore dello storico Coro Verdi, contribuì al successo dell’inno abruzzese “Vola vola vola”. Il ricordo del sindaco, i funerali nella Cattedrale

TERAMO. Addio a un’icona della musica e della cultura. Teramo e l’Abruzzo piangono la scomparsa del Maestro Ennio Vetuschi, fondatore dello storico coro Verdi. Aveva 94 anni, fu uno dei primi a valorizzare la canzone popolare abruzzese e diede un forte contributo al successo di “Vola vola vola”, diventato ormai l’inno dell’Abruzzo. Oggi alle 12 è stata allestita la camera ardente alla Casa del Mutilato, a piazza Dante, e domani alle 11 c’è il funerale nella Cattedrale di Teramo. Il coro Verdi, il più antico d’Abruzzo ancora in attività, venne fondato da Vetuschi nel 1948 ed è conosciuto in tutta Italia e nel mondo. Da subito si è concentrato, dopo qualche parentesi lirica, sul folclore abruzzese e sulla polifonia classica e moderna. Nel 1958 il coro, che rappresentava l’Abruzzo, vinse il concorso Rai “Voci e volti della fortuna”, abbinato alla lotteria di Capodanno. Da allora innumerevoli concerti in Italia e all’estero, partecipazioni a programmi televisivi sulle reti nazionali, riconoscimenti in rassegne e concorsi nazionali e internazionali, e una ricca produzione discografica. Nel 2002 ha cantato davanti al presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Vetuschi è stato il direttore della Corale Giuseppe Verdi fino al 2006. Sei mesi fa era morta la moglie, Giovanna Tarquini.

 Il sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto lo ha ricordato così: “Se c’è una istituzione che ha traghettato la teramanità oltre ogni confine è la Corale Verdi, straordinaria intuizione del maestro Ennio Vetuschi, divenuta bellissima realtà. Compiangere la scomparsa di quest’ultimo, perciò, non deve essere una manifestazione di cordoglio ma deve tradursi in un profondo atto di riconoscenza. Il maestro Vetuschi, è stato un gigante, con la sua straordinaria passione per la musica, l’eccezionale sensibilità per i rapporti umani, la delicatezza delle relazioni con il territorio ed i suoi protagonisti. Una di quelle figure che rimarranno nella storia culturale ed artistica di Teramo; egli ha segnato, in un campo così speciale come quello che ha praticato con tanto amore, la vita di tantissimi suoi concittadini e ha permesso che il nome della nostra città-e con esso le sue intrinseche qualità-potesse essere noto in Italia e nel mondo. Un ambasciatore della nostra bellezza, cui il sottoscritto, interpretando i sentimenti della giunta, del Presidente del Consiglio e dell’assise civica tutta, esprime un sentimento di gratitudine e di profondo apprezzamento”.

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