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AVEZZANO: SCONTRO TRA LEGA E FRATELLI D’ITALIA, NOMINA DI COSIMATI SCINTILLA, “CON REGIA LIRIS”

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L’AQUILA – Ha una radice profonda, e una precisa data d’inizio, quella della nomina a presidente del consiglio comunale di Iride Cosimati, lo scontro che dilania in queste settimane, da una parte la corrente “dialogante” di Fratelli d’Italia, dall’altra il consigliere e coordinatore provinciale della Lega, Tiziano Genovesi, già candidato sindaco del centrodestra, che accusa i meloniani di “inciuciare” oramai “spudoratamente” con la maggioranza del sindaco civico Gianni Di Pangrazio, con la regia “esterna” degli aquilani Guido Liris, assessore regionale al Bilancio Personale e Aree interne, e Pierluigi Biondi, sindaco dell’Aquila e coordinatore provinciale del partito.

La radice profonda è in fondo la capacità di giostrare su più tavoli del sindaco, ora per di più  sospeso dalla carica a seguito della condanna ad un anno e quatto mesi di reclusione dal tribunale dell’Aquila per peculato, per fatti risalenti al 2014, quando era dirigente della provincia dell’Aquila. Sostituito dal vicesindaco Domenico Di Berardino. Ma pur sempre saldo alla plancia di comando e che continua  a giocare una pesante  carta di vantaggio, rispetto a Genovesi sconfitto al ballottaggio: il suo essere civico e senza pregiudiziali ideologiche, libero di tessere alleanze,  potendo dunque cooptare singoli esponenti in cerca d’autore e d’avventure, e rompere le uova nel paniere dei partiti che hanno la zavorra novecentesca dell’appartenenza e della bandiera.

E quale fosse la cifra della consiliatura si è subito palesata con la nomina di Iride Cosimati, consigliera comunale di Fratelli d’Italia, a presidente della Commissione di Vigilanza, al posto di Genovesi, il candidato sindaco, e formalmente la persona deputata a ricoprire l’incarico ad appannaggio della minoranza.

“Con dietro la regia di Liris”, hanno subito sospettato dalle parti di Genovesi, visto che secondo i bene informati, Liris sarebbe stato avvistato insieme a Cosimati, in incontri e conviviali riservate con Di Pangrazio, già in campagna elettorale, e ora questo il sospetto di Genovesi, conta sull’appoggio di Cosimati nelle prossime elezioni politiche, visto che l’assessore mira legittimamente ad un posti in parlamento.

Del resto, la spaccatura del centrodestra, fatale a Genovesi, era già emersa in campagna elettorale, ancor prima del voto quando all’interno di Fdi pezzi (da novanta) del partito hanno lavorato a favore di Di Pangrazio, con buona pace dell’appartenenza alla coalizione che ha sostenuto, almeno a parole, Genovesi. A differenza dell’altra corrente di Fdi, contrapposta a Di Pangrazio,  che fa riferimento a Massimo Verrecchia,  attuale capo della segreteria del governatore Marco Marsilio, ex parlamentare del Pdl, per un breve periodo in sostituzione del deputato dimissionario Filippo Piccone,  e che alle elezioni di Avezzano ha preso 452 voti, mancando di poco l’elezione.

Nella Lega si è dunque consolidata la certezza che dietro alla nomina indigesta di Cosimati, e del suo stile morbido e dialogante di fare “opposizione”, ci sia in realtà la longa manus dei big di Fdi: in primis l’assessore Liris, poi il sindaco Biondi, e anche il consigliere regionale Mario Quaglieri, entrato in consiglio con il meccanismo della surroga, quando Liris è approdato in giunta  e che in campagna elettorale non ha certo guerreggiato pancia a terra, visto che il suo candidato Vincenzo Retico, segretario di quinta Commissione e stretto collaboratore personale ha preso la miseria di 11 voti.

Non va dimenticato che Liris, da vicesindaco dell’Aquila, appena passato da Forza Italia a Fdi, alle elezioni regionali del 10 febbraio ha ottenuto il record di voti del partito, ben 6.168, facendo messe di consensi anche ad Avezzano, grazie proprio all’appoggio di Cosimati, già presidente del consiglio comunale con il sindaco forzista Gabriele De Angelis, e di Maurizio Bianchini, l’ex coordinatore cittadino Fdi, che si è autosospeso dal partito quando è stata decisa la candidatura di Genovesi, per poi passare armi e bagagli  alla corte di Di Pangrazio, già durante la campagna elettorale. Tra Genovesi da una parte, e Bianchini e  il coordinatore cittadino di Fdi Roberto Alfatti Appetiti, nei giorni scorsi sono volati stracci.

Parabola simile a quella di Cosimati, l’ha percorsa Armando Floris, figlio dell’ex sindaco Antonio Floris, ex consigliere d’amministrazione del Cam, ed ex consigliere provinciale, in quota Pdl, e che aveva lasciato Forza Italia, per passare a Fdi, con la ferma intenzione di di essere lui il candidato sindaco. Poi la doccia fredda con il rigetto della sua ambizione e l’avvicinamento a Di Pangrazio, che ha premiato il suo sostegno con la nomina per sei mesi a tempo determinato a part-time di 18 ore settimanali,  nel Settore risorse umane come Specialista amministrativo alle dirette dipendenze del sindaco e con un compenso lordo di 9.500 euro.

L’affinità elettiva tra Di Pangrazio e Cosimati, con Liris regista, si è poi confermata con l’astensione della consigliera, con l’opposizione che ha votato contro, in occasione dell’approvazione del bilancio di previsione del 4 marzo, e ancor prima, il 13 gennaio, garantendo  il numero legale assieme a  Filomeno Babbo di Io ci sono per Avezzano, civica che ha sostenuto alle elezioni la candidata di Forza Italia Anna Maria Taccone, e astenendosi nel voto di approvazione progetto “Far ripartire Avezzano, programma di mandato 2020-2025”. Infine il 23 marzo votando a favore della mozione del potenziamento della tratta ferroviaria veloce Roma-Avezzano-Pescara.

Il coordinatore Alfatti Appetiti ha sempre tenuto botta difendendo Cosimati.

Alle pesanti accuse all’indomani della nomina a presidente di commissione  vibrate da Genovesi, dall’altro leghista in consiglio Alfredo Mascigrande, dalla forzista Almerinda Cacchione e anche da Filomeno Babbo,  dal candidato sindaco civico Mario Babbo, e  dai consiglieri eletti con la sua coalizione civica Lorenza Panei, del Partito democratico, e Stefano Lanciotti di Avezzano in prima linea, che hanno urlato “all’inciucio”, e “all’ambiguità” e allo “scippo di democrazia”, Alfatti Appetiti ha risposto che Fdi resta all’opposizione, ma come “minoranza vigile e responsabile”.

Aurelio Bruni,  componente del coordinamento regionale della Lega Abruzzo, ha duramente attaccato Cosimati definendo “imbarazzante”, al momento di votare il bilancio di previsione, la sua decisione di astenersi, con Cosimati che ha risposto a muso duro, che “lavoro per i cittadini che mi hanno mandata in consiglio comunale e faccio proposte concrete al sindaco e alla maggioranza. Se poi me le accettano le voto”.

A stretto giro Alfatti Appetiti ha lanciato una stoccata alla Lega, ricordando che anche anche il suo consigliere Mascigrande “si è reso protagonista di assenze strategiche dall’assise civica”.

Non si è fatta attendere la risposta piccata di Mascigrande: “mi sono assentato da solo due volte dal consiglio. La prima perché colpito da Covid e l’altra per motivi di lavoro. Nel consiglio comunale in cui discusso il bilancio di previsione e il documento unico programmatico, il mio voto è stato contrario”.

Insomma: Di Pangrazio con l’”operazione Cosimati”  ha potuto cantare vittoria: nei banchi della minoranza Fdl e Lega da allora se le danno ragione, e per proprietà transitiva la sua maggioranza si rafforza. f.t.

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