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FOTO | Nino Buonocore incanta il pubblico per la chiusura dei Concerti delle Abbazie

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TERAMO. Il noto cantautore Nino Buonocore ha incantato con la sua musica e le sue parole il pubblico presente ieri sera alla Terrazza Belvedere di Cellino Attanasio, per l’ultimo appuntamento della settima edizione del Festival ‘Concerti delle Abbazie’ a cura dell’Associazione Luzmek in collaborazione con Valle delle Abbazie e l’Agenzia per lo sviluppo locale ITACA. L’artista (voce e chitarra) ha presentato il disco ‘In Jazz’, registrato live nel Parco della Musica di Roma. Oltre a lui sul palco, Antonio Fresa al pianoforte, Antonio De Luise al contrabbasso e Bruno Marcozzi alla batteria. Il concerto è stato aperto da Luciano D’Abbruzzo (Pianoforte e voce) il quale ha proposto brani del repertorio del cantautorato italiano e jazz. Buonocore ha concluso con grandi emozioni il Festival che, con i suoi 10 appuntamenti nei luoghi più suggestivi della provincia di Teramo, ha dimostrato ancora una volta di essere un riferimento importante per la cultura e per il territorio, con un pubblico fedele e appassionato che ha saputo apprezzare la musica proposta e le suggestioni offerte dalle location scelte.

Il festival si è svolto, come da tradizione, in alcuni dei luoghi più affascinanti della Valle delle Abbazie tra i fiumi Vomano e Mavone, coinvolgendo i siti di interesse del patrimonio culturale, storico e architettonico locale come l’Abbazia di San Salvatore a Canzano, quelle di Santa Maria di Ronzano e di Santa Maria di Propezzano. La nuova edizione del festival è stata l’occasione per scoprire e riscoprire nuove location come il piccolo Anfiteatro dell’Abbazia di Ronzano, il Chiostro dell’Abbazia di Propezzano, la Terrazza del Belvedere e il Teatro Santo Spirito a Cellino Attanasio e la meravigliosa città di Atri. La programmazione di questa edizione ha avuto per protagonisti i migliori artisti sulla scena musicale attuale, oltre al grande Nino Buonocore: Max Ionata, Bepi D’Amato, Tony Pancella, Antonio Onorato, Alessia Martegiani, Daniele Falasca, il direttore Roberto Molinelli, artisti internazionali come la famosa cantante Kelly Joyce e il 7 volte Grammy Artist Paul Wertico, nonché storico batterista di Pat Metheny oltre alla collaborazione con l’Istituzione Sinfonica Abruzzese. Tra le novità dell’edizione 2021, apprezzati gli Opening Concert nati in collaborazione con il Conservatorio ‘Braga’ di Teramo, l’associazione ArtEnsemble di Chieti e il festival Chieti Classica, volti alla valorizzazione dei giovani talenti del territorio abruzzese. Per alcuni concerti, inoltre, è stato possibile assistere alle Prove Aperte dedicate prevalentemente ai bambini, ma anche a tutti i curiosi di scoprire i segreti di un concerto.

Il particolare format del festival è stato premiato dal Ministero della Cultura risultando l’unico festival jazz abruzzese ammesso come prima istanza al Fondo Unico per lo Spettacolo. Il festival ha avuto il sostegno, oltre che del Mibact, della Fondazione Tercas, dei Comuni di Canzano, Cellino Attanasio, Castel Castagna e Atri. Hanno sostenuto il festival sponsor privati come Ruzzo Reti S.P.A., Edison, Sapori Veri, Arcadia Gruppo Penta, Lesti Pallets, Cioci S.R.L., Banca di Credito Cooperativo di Basciano. Sono partner del festival anche l’Istituzione Sinfonica Abruzzese, il Conservatorio “G. Braga” di Teramo, il FAI – Delegazione Provinciale di Teramo, l’Università degli Studi di Teramo, l’Associazione Fotografi Italiani di Jazz, il Festival Chieti Classica, la Cooperativa Virate, il Distretto Turistico Montano, il GAL Terreverdi Teramane, la D.M.C. Riviere dei Borghi Acquaviva, Federalberghi Teramo, Confcommercio Teramo, Assoturismo – Federazione italiana del turismo sezione di Teramo.

“A conclusione di questa edizione – dichiara il Direttore Artistico, Carlo Michini – desidero ringraziare tutti coloro che l’hanno resa possibile credendoci e supportandoci. Un grazie ai musicisti coinvolti, ai partner, ai collaboratori e soprattutto al pubblico che ha saputo dimostrarci affetto, calore e attenzione. Per i territori dell’entroterra del Vomano e del Mavone il festival è importante perché capace di attivare flussi turistici nuovi, godere dell’indotto che essi generano e stimolare nuovi interessi nelle comunità locali. La cultura oggi più che mai è lo strumento per un benessere intellettuale ed economico superiore, non si può prescindere da questo soprattutto in contesto come quello attuale. Noi non abbiamo il Colosseo o la Cupola del Brunelleschi, ma abbiamo la Valle delle Abbazie e da essa dobbiamo trarre i nostri vantaggi artistici, culturali ed economici”.

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