Redazione

“IMMUNITA’ GREGGE IN ABRUZZO A META’ SETTEMBRE, BRUCCHI: “RICOVERATI QUASI TUTTI NON VACCINATI”

“immunita’-gregge-in-abruzzo-a-meta’-settembre,-brucchi:-“ricoverati-quasi-tutti-non-vaccinati”

TERAMO – Ci manca un 6% “per raggiungere l’80% di abruzzesi over 12 anni vaccinati, la soglia della cosiddetta immunità di gregge.  Obiettivo che può essere raggiunto “sicuramente entro fine settembre ma anche” contando un’accelerazione dopo le ferie estive, e la grande risposta dei giovani,  già per metà settembre”. Quello che più conta, però è prendere consapevolezza che “la totalità delle persone ricoverate a causa del covid riscontrano patologie gravi fino al intubamento, e dunque alla morte, mentre i pochissimi ricoverati che hanno fatto il vaccino hanno sintomi lievi”

E’ questo il quadro delineato dal referente regionale per la campagna di vaccinazione Maurizio Brucchi ex sindaco di Teramo e medico chirurgo all’ospedale Mazzini.

Intervista di Abruzzoweb Brucchi ribadisce l’importanza capitale rappresentata dall’ulteriore incremento della campagna vaccinale   tenuto conto che i dati del contagio in Regione non devono in nessun modo indurre ad abbassare la guardia.

In base all’ultimo bollettino per la cronaca si sono registrati, 98 nuovi casi, per fortuna nessun deceduto, con il conto che resta fermo a 2523. Crescono i ricoverati in area medica, cinque in più con totale 75, restano 13 i pazienti in terapia intensiva. Del totale dei nuovi casi positivi,  21 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila, 25 in provincia di Chieti, 21 in provincia di Pescara, 33  in provincia di Teramo.

“Sicuramente il virus circola – spiega Brucchi – , in Abruzzo siamo nella media di 50 casi ogni 100.000 abitanti che è pari la soglia critica. Per fortuna però la pressione sulle terapie intensive è abbondantemente inferiore al 10% dei posti letto occupati e questo non fa rischiare il ritorno in zona gialla”, invece rischia di avvenire per Sicilia e forse per la Sardegna proprio a causa dell’alto numero di ricoveri.

Motivo di speranza, di cui c’era davvero bisogno, rivela Brucchi, è che “in alcune regioni, come il Veneto, si registra una flessione dei contagi, si rafforza una curva discendente, presto però per dire se essa può rappresentare l’anticipazione, per così dire, di un trend nazionale e generalizzato del contagio”

Brucchi aggiorna dunque sull’andamento delle vaccinazioni in Abruzzo.

“La nostra regione si conferma un traino della campagna vaccinale nazionale: siamo al 74% di prime dosi, e questo ci fa ritenere con ragionevole certezza che arriveremo alla immunizzazione completa dell’80% della popolazione target anche tra la metà e la fine di settembre”.

Inoltre tiene a sottolineare, “abbiamo vaccinato il 100% della categoria tra i 17 e i 19 anni ed è un dato molto importante anche in vista della riapertura delle scuole. In questi giorni ci stiamo concentrando soprattutto sulla categoria dei  12-17enni, e siamo a percentuali superiori al 60%. Le categorie over 60 sono tutte sopra all’ 80%”

Brucchi ricorda poi che in tutti gli hub abruzzesi ora “non occorrono le prenotazioni, chi è prenotato ovviamente ha la priorità, ma poi si può procedere anche con chi si presenta liberamente, e abbiamo a disposizione tutte e quattro le tipologie di vaccini, Pfizer, Astrazeneca, Johnson&Johnson e Moderna. Basta presentarsi e vaccinarsi. E si può anche richiedere la tipologia di vaccino,  tenuto conto  delle indicazioni del Ministero per quanto riguarda le fasce d’età. Per esempio chi ha esigenza di fare un’unica dose può utilizzare Johnson & Johnson, sotto la responsabilità in capo al medico vaccinatore. Ricordiamo comunque che Pfizer e Moderna è consigliato per la fascia tra i 12 e i 19 anni, Astrazeneca sopra i 60 anni come pure Johnson & Johnson. Dato incoraggiante è che il  50% di chi viene a vaccinarsi senza prenotazioni sono giovani”.

C’è però un punto su cui  Brucchi, accalorandosi vuole insistere.

“Delle persone ricoverate c’è una piccolissima percentuale di vaccinati, ma non sono in gravi condizioni, e hanno solitamente altre gravi patologie pregresse. Mentre la pressoché la totalità delle persone ricoverate non sono vaccinate, o vaccinate con una sola dose, e presentano gravi complicazioni all’apparato respiratorio, sia nelle sub intensive che nelle terapie intensive. Semplificando, dunque, i dati non confutabili dicono che se ti vaccini, anche se prendi il virus non hai gravi conseguenze, se non ti vaccini prendi la polmonite, rischi di essere intubato e rischiare la vita. Penso che non ci sia altro da aggiungere”.

Sulla sicurezza dei vaccini, aggiunge Brucchi, “i casi avversi sono una percentuale minima, fisiologica per qualsiasi campagna vaccinale o l’utilizzo di nuovi farmaci. Va anche detto che oramai la macchina della vaccinazione è ben rodata e ad esempio la somministrazione per persone che hanno reazioni allergiche o hanno preso determinati farmaci, che sono potenzialmente a rischio, avvengono direttamente in ambiente ospedaliero, sotto rigida osservanza medica”.

RIPRODUZIONE RISERVATA

    Articolo


    Rispondi

    %d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: