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C’era una volta piazza Salotto «Rilanciamo quel luogo simbolo» 

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Le proposte dei cittadini per far rinascere il ritrovo dei pescaresi: così è solo una distesa di cemento «Dopo il Calice meglio fontane zampillanti, percorsi verdi e panchine con gli aforismi di D’Annunzio»

di Cinzia Cordesco

PESCARA. Là dove, otto anni fa, c’era il Calice di Toyo Ito, oggi c’è un isolotto di piante e fiori rossi. Per i pescaresi, e i turisti che arrivano in città e sostano sulle bianche e dure panchine di piazza della Rinascita, quello è solo «un ciuffo di verde buttato lì senza un progetto che dia stile, eleganza e identità» al Salotto nel centro della città. Ed ecco le proposte dei cittadini per ridisegnare la piazza delle indimenticate magnolie, un tempo divisa da una strada a due corsie che dalla stazione arrivava direttamente al mare: fontane luminose con gli zampilli, un percorso ben definito di siepi, alberi e aiuole fiorite, e, perché no, un giardino di piante acquatiche, un mega acquario o un delfino a richiamare il mare e l’amore per il calcio dei pescaresi, panchine ecologiche, giostrine per i bimbi e alternanze di mostre di arte contemporanea come quella degli “uomini spazzatura” dell’artista tedesco Ha Schult che ha riscosso successo in piazza della Rinascita.

La fontana luminosa e danzante è, per la verità, il pallino del sindaco Carlo Masci che ha in animo di realizzare il progetto, annunciato sui social nel giugno 2020, con 350mila euro di fondi stanziati nel Piano triennale delle opere pubbliche. Il Calice di Ito (Huge Wine Glass), frantumatosi 46 giorni dopo l’innalzamento in piazza Salotto nel 2013, ha sempre diviso la città.

«Era orrendo», attacca Alessandro Giosaffatte, 66 anni, postino in pensione, pescarese di via Mazzini, «come questa pavimentazione grigia e triste e queste panchine fredde e dure. Sarebbero meglio di legno, a ridare anima alla piazza che ai miei tempi era conosciuta per i bar Berardo e Camplone e per lo stabilimento di Eriberto. Da bambino scendevo in piazza a giocare a figurine e a scorrazzare in bici».

«Manca di eleganza questa piazza, è solo una distesa di cemento», il commento di Alessandro (ingegnere) e Valeria Paci, genitori di due bimbi, «il Comune potrebbe lanciare un concorso di idee con l’università D’Annunzio per creare uno spazio che abbia una progettualità definita con fontane, tanto verde, e non sarebbe male tornare alle magnolie che i pescaresi hanno tanto amato. Infine, non sarebbe male eliminare quell’info- point che ruba tanto spazio, un colpo d’occhio negativo per chi arriva. Ma è soprattutto necessaria la manutenzione e la cura». Con la scultura di Ito ci scherza su la simpatica comitiva che arriva da Sulmona. Iolanda e Romeo Pacella, Natalina Garofalo, Naida Graziani, Renata Napolitano e Daniele Spinosa, si fanno immortalare alzando due calici di vino rosso, preparati da Patrizia Calvi del bar Mary, proprio nel punto dove 8 anni fa quello di plexiglass si sgretolò: «In piazza Salotto immaginiamo l’atmosfera di un salotto di casa con un acquario o un delfino in omaggio al Pescara calcio», si entusiasma la comitiva della città dei confetti, «con le panchine dove si leggono gli aforismi di D’Annunzio, un trenino per lo shopping che porta i turisti in giro. Il Calice era decisamente fuori contesto, Pescara deve valorizzare la sua identità». Lo sottolineano con la matita rossa e blu, anche Anna Di Nicola, laureata in Lingue con la figlia Daniela, geologa e insegnante a Ortona: «È ridicola questa oasi di verde messa a lì in sostituzione del buco del Calice rotto, davanti al quale in tanti si sono fatti i selfie. Manca di stile questa piazza dove immaginiamo fontane e fasci di luce colorati, piante acquatiche e panchine ecologiche, mosaici, tutto ciò che richiama il liberty, lo stile cittadino. Fontane, ma soprattutto luci e verde, per la gioielliera Barbara Cazzaniga a passeggio in piazza con la madre Angela, che ricorda: «Negli anni ’80 ci si incontrava sotto i portici, alla palma di Asso 5. Questo è un attraversamento, non una vera piazza». Prendono il fresco sotto una delle due palme dove un tempo c’era Asso 5, Luigi Castaldo, dipendente Inail in pensione, e Susy Rossomanno, settantenni di origini napoletane, ma «pescaresi da 52 anni». Lo ricordano il bicchiere di rosso di Ito: «Era bruttissimo, lo guardavamo e pensavamo: ma che c’entra con Pescara? Meglio una bella fontana con l’acqua che trasmette freschezza e le panchine con lo schienale per i più anziani». Luca e Laura Impagnatiello, milanesi originari della Puglia, con Lorenzo, 8 anni suggeriscono «giostrine e mostre di arte contemporanea come gli uomini- spazzatura per valorizzare tutti gli spazi».

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