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COMUNITA’ ENERGETICHE: SCOPANO, “E’ RIVOLUZIONE, ABRUZZO HA CARTE IN REGOLA PER ESSERE PIONIERE”

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L’AQUILA – “Le comunità energetiche rappresentano una straordinaria opportunità per i cittadini le imprese e in generale per la transizione ad una economia sostenibile, e l’Italia questa volta ha anticipato i tempi rispetto ad una strategia dettata dall’Europa agli Stati membri. L’Abruzzo, regione a importante valore aggiunto ambientale, ha le carte in regola per essere regione pioniera in questa rivoluzione”.

A parlare è Mauro Scopano, amministratore delegato di Aterno gas & Power, azienda aquilana con sede centrale in via Vicentini, leader in Abruzzo nella fornitura di gas metano ed energia elettrica. Un imprenditore che si è subito mosso nel nuovo settore, ai primi passi di un lungo cammino, delle comunità energetiche.

Una nuova opportunità per cittadini, imprese, amministrazioni pubbliche, introdotta dal decreto milleproroghe del 2019, nel secondo governo di Giuseppe Conte, che apre alla possibilità di costituzione di un’associazione di cittadini – a cui possono partecipare anche amministrazioni pubbliche e imprese, escluse quelle del settore energetico – per realizzare impianti di produzione di energia pulita, solare ed eolico in primis, per un massimo di 200 kilowatt, per consumarla in loco, godendo così per i prossimi 20 anni degli incentivi statali, che arrivano a 16 centesimi per ciascun kilowatt, rispetto ai 5 centesimi ottenibili dai produttori individuali e non associati, come finora accaduto. In questo modo si abbattono i tempi di ammortamento dell’investimento, e garantendosi poi per vent’anni un incentivo che può ammontare, per un impianto fotovoltaico di 40 chilowatt, a circa 7mila euro l’anno, di cui poi la comunità energetica sarà libera di decidere l’utilizzo.

Va in questa direzione una legge regionale, ora all’esame delle commissioni, su iniziativa dell’assessore regionale all’Ambiente, Nicola Campitelli, della Lega, che prevede stanziamenti, ancora da quantificare, per favorire la nascita delle comunità energetiche, nella fase dell’investimento iniziale, lo scoglio principale.

Scopano con la sua impresa ha subito messo a disposizione consulenza tecnica per la gestione e manutenzione degli impianti, messi in opera dalle comunità energetiche, non facile anche per un impianto di relativamente piccole dimensioni. Inoltre si propone di finanziare direttamente la realizzazione materiale dell’impianto per poi rientrare dell’investimento nel corso degli anni, facendo così superare lo scoglio principale davanti a cui una comunità energetica rischia di venirsi a trovare, soprattutto quando non partecipa ad essa ad esempio un Comune che può finanziare l’intervento con soldi dell’erario, come ad esempio sta avvenendo, come raccontato da questa testata, a Gagliano Aterno, in provincia dell’Aquila.

Un primo intervento del genere, con Aterno gas &power protagonista, sarà inaugurato a Montecilfone in Molise a settembre e, come spiega Scopano ad Abruzzoweb, sono già numerosi i contatti in essere con le amministrazioni pubbliche abruzzesi e gruppi di cittadini intenzionati a costituirsi in comunità.

“Il Milleproroghe del 2019 – spiega Scopano – ha cambiato lo scenario della produzione energetica da fonti rinnovabili. Fino ad ora l’opportunità per chi installa un impianto fotovoltaico, è quello di rendersi parzialmente autonomo rispetto al prelievo dalla rete di distribuzione, riducendo i costi energetici, visto che gli oneri relativi alla rete di distribuzione incidono in modo significativo sulla bolletta. Oggi questo schema viene allargato, con la possibilità di costituire una comunità energetica. Facciamo dunque l’esempio di un condominio gli abitanti costituti in associazione fanno fronte all’investimento per realizzare tutti insieme l’impianto fotovoltaico sul tetto del palazzo e lo collegano al contatore comune. L’energia che viene auto-consumata abbatte come avveniva prima il costo della bolletta, ma quella energia che prima veniva ceduta alla rete, può essere ora anch’essa consumata sul posto, ‘prelevata’ dai condomini, godendo così per venti anni, di un’ulteriore incentivo garantito dallo Stato”.

La differenza non è di poco conto: “Nell’impianto privato tradizionale che finora abbiamo conosciuto, la quantità di energia che viene prodotta e viene auto consumata al momento della produzione si attesta più o meno al 30-40%, l’altra parte viene immessa sulla rete. Un meccanismo che permette di godere di un guadagno di circa 5 centesimi a kilowatt, una cifra modesta, che rende il tempo di rientro dell’investimento molto lungo. Nel caso della comunità energetica, oltre a questi 5 centesimi per chilowatt che viene comunque riconosciuto dal Gse viene dato un ulteriore incentivo che è pari a 11 centesimi a chilowatt, purché questa energia venga condivisa tra i membri della comunità. A conti fatti, l’incentivo è triplo e può essere utilizzato dalla comunità come meglio ritiene opportuno, la legge non pone vincoli in tal senso”.

Da qui il ruolo decisivo che possono assumere le imprese del settore energetico, anche se non possono entrare a far parte delle comunità di produzione e consumo.

“Fondamentale è ora il supporto di esperti in materia per far funzionare tutto il sistema, dalla realizzazione, alla gestione e manutenzione, che è materia complessa – sottolinea Scopano -. Non va dimenticato che ad essere incentivata è solo l’energia condivisa, dunque occorre strutturare un sistema di bilanciamento che allinei quanto più possibile la produzione con il consumo”.

Inoltre, prosegue Scopano, “ci stiamo strutturando per proporci come finanziatori dell’investimento iniziale. In tal senso inaugureremo a settembre un impianto a Montecilfone in Molise, e abbiamo già preso contatti con molte altre realtà nei territori, a cominciare dall’Abruzzo, dove siamo presenti in maniera importante, offrendo anche la collaborazione con la pubblica amministrazioni, nel caso non abbiano la possibilità di far fronte in modo diretto all’investimento”.

“Anche per l’Abruzzo – conclude dunque Scopano – quello delle comunità energetiche è un nuovo promettente ambito di intervento, soprattutto perché l’implementazione di produzione di energia da fonti pulite fa parte di una strategia di lungo periodo, centrale per l’Unione europea, e questo fa la differenza, perché permette alle aziende di poter pianificare la propria strategia in un ampio arco di tempo temporale”.

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