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COVID, BIZZARRI: “CON I TEST A UN EURO IL GREEN PASS NON SERVE”

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Italia: Sanità

ROMA – “In teoria, il Green Pass dovrebbe essere un documento che attesta la non infettività della persona, ottenuta tramite vaccino o certificata dall’esecuzione di un tampone. Però il tampone ci dà informazioni limitate. Inoltre, oggi sappiamo che anche il vaccinato può tornare a infettarsi ed essere fonte di infezione”.

Lo spiega Mariano Bizzarri, professore e ricercatore presso il Dipartimento di Medicina sperimentale dell’Università de La Sapienza di Roma, che in un’intervista al quotidiano “La Verità” dichiara che il Green Pass non ha alcun fondamento scientifico e chiede al suo posto i nuovi test molecolari salivari, come quelli della Perkin-Elmer.

“Dunque a che serve il Green Pass?”, si chiede Bizzarri: “A discriminare chi non si vaccina. Per altro è una discriminazione poco sensata. Il Green Pass si limita ad attestare che sono stato vaccinato o che 48 ore fa ho fatto un tampone negativo. Ma non attesta che io non abbia contratto la variante Delta, ad esempio. Dunque il Green Pass attesta il nulla. Forse un poco più di certezza sulla non contagiosità c’è per chi ha avuto la malattia ed è guarito, perché ha sviluppato l’immunità naturale che è molto più forte di quella conseguita con il vaccino”.

Bizzarri ricorda che la Asl Marche Nord, supportata dall’assessore alla Sanità Saltamartini, ha deciso con lungimiranza di puntare sui tamponi salivari, grazie ad uno strumento d’avanguardia messo a punto dall’azienda Perkin-Elmer, che consente di effettuare i test ad 1€.


L’attendibilità dichiarata del test salivare è del 98%. Questo dato, recentemente, è stato confermato dalla FDA, la Food and Drug Administration americana, che ha collocato al primo posto per sensibilità e specificità il test della Perkin-Elmer”.

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