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COVID: “NON SI PUO’ ESSERE MEDICI SENZA VACCINO”. ORTU: “SERVE OBBLIGO PER TUTTI CITTADINI”

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L’AQUILA – “Nell’Aquilano non abbiamo ricevuto comunicazioni di medici non vaccinati. Del resto, per quanto mi riguarda, non si può fare il medico se non si è vaccinati e, allo stesso tempo, è controproducente esasperare il dibattito, discutere all’infinito se sia giusto o meno vaccinarsi: per quanto mi riguarda il Governo dovrebbe decidere per l’obbligo a tutti”.

Sono le parole del presidente dell’Ordine dei Medici della provincia dell’Aquila, Maurizio Ortu, intervistato da AbruzzoWeb in merito al dibattito sul covid e l’obbligo vaccinale, in particolare per il personale sanitario e, più in generale, per il resto dei cittadini.

In Abruzzo, secondo quanto emerso, la percentuale dei sanitari non vaccinati oscillerebbe intorno al 10% del totale, tra medici, operatori in genere, cioè anche infermieri e operatori socio sanitari.

“In provincia dell’Aquila la situazione è tranquilla, non abbiamo notizie di medici non vaccinati, che eventualmente dovrebbero arrivare attraverso le Asl o le strutture sanitarie, siamo un’isola felice sotto questo punto di vista. Questo quando diversi Ordini nel resto d’Italia hanno anche 50-60 medici sospesi. Significa, molto più semplicemente, che i nostri medici si sono vaccinati”.

Ma per la maggior parte dei cittadini, almeno per il momento, non esiste l’obbligo vaccinale: “il motivo è tutto politico, personalmente sarei per l’obbligo a tutti. Come medico poi, cerco solo di comunicare apertamente con i pazienti, facendo capire loro che è un bene vaccinarsi, tutto qua”.

Ortu, che ribadisce l’importanza del vaccino non escludendo neanche la possibilità di estendere l’obbligo ad altre categorie, non risparmia comunque qualche critica alla gestione dell’emergenza soffermandosi in modo particolare sulla rilevante questione del caos generato dagli stessi “esperti da salotto” e da una comunicazione spesso contraddittoria e dannosa.

Per lo stesso motivo sulla terza dose sottolinea: “è ancora tutto vedere, tutto quello che diciamo oggi potrebbe essere smentito domani mattina”. Il punto per Ortu è che “in tv ormai parlano tutti, anche persone che si spacciano per scienziati ed esprimono pareri. Ci dovrebbe essere una comunicazione ufficiale affidata al Ministero della Salute, invece in questi mesi ho visto tanti colleghi, più o meno preparati, andare in tv mentre tanti altri medici non ne hanno avuto tempo perché fortunatamente erano a lavoro. Si è parlato troppo, si è fatto medicina-spettacolo e non si può fare. La medicina si basa su fondamenti scientifici concreti. Qui ci sono infettivologi e immunologi di destra e di sinistra, una follia. Il virus non ha colore politico”.

E sui numeri, soprattutto sui decessi: “a questo punto bisogna indagare attraverso autopsie ed esami tossicologici. Non si può continuare a dare i numeri e dire ‘oggi sono morte 50 persone di covid’. Dobbiamo dire chi erano e che patologie avevano e a quel punto, anche a distanza di un mese, stabilire se il decesso è realmente avvenuto a causa del covid, altrimenti non è una diagnosi seria, non basta un tampone positivo. Perché una persona può anche avere il covid e finire sotto l’auto, questo non significa sia morta di covid”.

Una riflessione poi, la riserva a una delle problematiche tragicamente emerse in questi mesi di emergenza sanitaria: “Purtroppo si è parlato h24 solo di covid, le altre malattie sono scomparse. La gente è morta anche di altro ma non se ne è parlato”.

E aggiunge: “Mi auguro che tutto quello che è stato fatto per il vaccino venga fatto anche per altro. Abbiamo speso tanto e abbiamo trovato il vaccino? E allora domani mettiamo la stessa forza per curare i tumori, le malattie cardiovascolari, le malattie genetiche. Usiamo questa spinta del vaccino e domani studiamo come curare le malattie virali, le industrie farmaceutiche spendessero i soldi per trovare un antivirale. Perché non basta solo il vaccino se passa questo virus e ne arriva un altro. Purtroppo la gente non si fa visitare più, ad esempio non si va più dal dentista, tanti rischiano l’infarto per non andare a farsi visitare in ospedale”.

In sostanza, conclude Ortu: “Bisogna continuare a vivere, dire alla gente che deve vaccinarsi ma smetterla con i bollettini di guerra”.

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