cronaca

Green Pass, pronta la stretta negli asili nido: “Troppo il personale senza l’obbligo”

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Un intervento all’ultimo respiro, proprio allo scadere del gong. Il ministero dell’Istruzione, a poche ore dalla riapertura degli asili nido e dopo il pressing di Comuni, sindacati e parti sociali, si prepara a varare un protocollo per i servizi all’infanzia da zero a sei anni.

L’ipotesi, contenuta in una bozza che dovrebbe ottenere il via libera oggi in un nuovo vertice al dicastero, sembra essere quella di estendere l’obbligo del Green Pass a tutto il personale non strettamente scolastico che, però, lavora tra le aule. Quindi non solo maestri ed educatori, ma anche personale delle mense e assistenti degli alunni con disabilità, sin qui esclusi dal decreto nazionale. Oltre, probabilmente, ai genitori dei più piccoli alle prese con l’inserimento al nido per giorni o settimane.

Tra le richieste più insistenti di Anci la possibilità di usare anche per enti locali e gestori dei nidi privati la super App che dal 13 settembre dovrebbe debuttare nelle scuole per verificare i Green Pass. “È importante che anche noi possiamo contare su questo metodo, perché controllare ogni giorno il Green Pass persona per persona diventerebbe un lavoro immane e difficilmente gestibile – commenta Laura Galimberti, assessora all’educazione del Comune di Milano – . Il ministero della Salute ci ha dato il suo parere favorevole e studierà i dettagli tecnici per poterci includere e consentire il passaggio dei dati”. Nel frattempo i controlli verranno fatti dallo stesso personale che lo scorso anno misurava la temperatura all’ingresso delle scuole tramite l’app “VerificaC19” utilizzata anche dai ristoratori.

Il punto più delicato, per cui non è chiaro se basterà il protocollo o servirà una legge ad hoc, riguarda il personale delle mense scolastiche. Si potrebbe arrivare alla richiesta di Green Pass in base al compito dell’operatore: sì alla certificazione verde per chi sta a contatto diretto con i bimbi e quindi a chi serve materialmente i pasti, no per i cuochi che stanno in cucina. “La responsabilità di questa decisione non può essere demandata a noi, servono regole chiare e valide per tutti, altrimenti senza un quadro legislativo si rischiano il caos e la rivolta dei lavoratori a colpi di diffide – sottolinea Massimiliano Fabbro, presidente di Anir Confindustria – . Noi non siamo assolutamente contrari al Green Pass, va detto però che estenderlo solo ad alcune categorie di lavoratori crea un paradosso”.

Un vulnus evidenziato anche da Antonio Decaro, presidente Anci, che ha chiesto anche al ministro Bianchi “assunzioni per sostituire i docenti e il personale no vax che senza Pass verranno sospesi”. Al momento meno del 12%.

In attesa delle mosse del ministero alcuni Comuni hanno giocato d’anticipo. Se quello di Roma ha già chiesto alle ditte che hanno in appalto il servizio mensa nelle scuole di chiedere il Green Pass ai propri dipendenti, Milano ha preallertato il proprio sistema di ristorazione in-house chiedendo di muoversi affinché almeno chi serve ai tavoli sia in regola con la certificazione verde. A Firenze verrà presentata oggi una delibera sul tema servizi all’infanzia ma l’assessora all’educazione Sara Funaro è stata chiara: “Sul Green pass ci muoveremo con estremo rigore e sarebbe importante che chiunque entri nell’ambiente scolastico lo possieda”.

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