cronaca

Sarà più veloce la ricostruzione di Prefettura e Provveditorato 

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La Provincia ha poco personale e rinuncia a fare da soggetto attuatore per i lavori sui due edifici che diventano di competenza dell’Ufficio speciale. Di Bonaventura: «Una scelta di buon senso»

di Dino Venturoni

TERAMO. Sarà l’Ufficio speciale per la ricostruzione (Usr), e non la Provincia com’era inizialmente previsto, il soggetto attuatore dell’opera di adeguamento sismico di due degli edifici pubblici più importanti della città, la sede della Prefettura e quella dell’ex Provveditorato. I due lavori, finanziati rispettivamente con 9 milioni e 4,4 milioni, sono inclusi nella cosiddetta ordinanza Teramo bis, con la quale a inizio agosto il commissario straordinario Giovanni Legnini ha affidato poteri speciali a tre diversi soggetti attuatori – Provincia, Asl e Usr – per accelerare i lavori su una serie di edifici pubblici della città.

Proprio Legnini, che nell’Ufficio speciale di Teramo ha creato una stazione appaltante in grado di progettare e appaltare opere pubbliche, ha sollecitato questa soluzione, mirata ovviamente ad accelerare i tempi e ad evitare che su un ente territoriale alle prese con croniche carenze di organico si riversi una quantità di lavoro troppo pesante. Nel recepire la sollecitazione del commissario, il presidente della Provincia Diego Di Bonaventura ha scritto all’Usr: «Con riferimento ai numerosi colloqui intervenuti alla presenza del Prefetto e dei rappresentanti di codesta struttura finalizzati all’utilizzo dei finanziamenti per “la ricostruzione del patrimonio di edilizia scolastica, edilizia pubblica e della sede della Prefettura di Teramo”, si esprime il consenso di questa Provincia alla proposta emersa nel corso degli incontri. Infatti, a causa delle continue riduzioni di personale non sostituito con altre figure della stessa preparazione e qualificazione professionale per via dei continui pensionamenti, la Provincia di Teramo potrebbe trovarsi nelle condizioni di non riuscire a realizzare i lavori dell’edificio adibito a sede della Prefettura in tempi ristrettissimi, come richiesto. Inoltre questo Ente ha la necessità di intervenire anche sul Palazzo dell’ex Provveditorato, in questo momento non agibile. Nel caso in cui codesta struttura si facesse carico del finanziamento dei lavori pari a € 4.449.815,61, l’edificio adeguatamente ristrutturato potrebbe essere utile anche per destinare parte dello stesso agli uffici dell’Usr per le attività di competenza. Pertanto, alla luce delle predette considerazioni, e delle precise e puntuali raccomandazioni espresse proprio dal commissario straordinario per la ricostruzione, si ritiene di individuare l’Ufficio speciale per la ricostruzione quale soggetto attuatore dell’opera di ricostruzione dell’edificio sede della Prefettura per un importo di euro 9.141.546,88 e dell’edificio dell’ex Provveditorato per euro 4.449.815,61».

Di Bonaventura dichiara al Centro: «La stazione appaltante creata all’Usr ha bisogno di lavorare mentre noi come Provincia abbiamo in carico tante opere: ci occuperemo di tre scuole (artistico, Comi e Pascal, ndr) e della Casa del mutilato. È chiaro che lasciare all’Usr la Prefettura e il Provveditorato è una scelta di buon senso, che servirà a velocizzare la ricostruzione. Questa non è una gara a chi è più bravo e non voglio assolutamente che per fare tutto noi, alla fine non facciamo nulla».

Il Comune di Teramo, invece, non cederà nessuna delle opere di cui è soggetto attuatore. Il sindaco Gianguido D’Alberto spiega così il perché: «La Provincia credo abbia fatto bene a lasciare due edifici all’Usr, sia perché l’ordinanza che la riguarda è arrivata solo ora e deve recuperare terreno, sia perché quei due edifici riguardano attività di altri enti che svolgono funzioni importanti per tutto il territorio. Per noi è diverso, il Comune è già stato scelto da mesi come soggetto attuatore della prima ordinanza Teramo e ha tutte le procedure avviate, oltre a una struttura in grado di coordinare tutti gli interventi. E, avendo diverse scuole da ricostruire, un coordinamento unico è necessario».

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