cronaca

Scappano senza pagare la benzina In tre incastrati dalle telecamere 

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A processo dopo la denuncia del titolare di una stazione di servizio sull’A14, derubato più volte Per tutti l’accusa è quella di insolvenza fraudolenta, in alcuni casi è stato usato un bancomat vuoto

TERAMO. C’è chi è fuggito senza pagare niente, chi ha inserito delle tessere bancoposta o bancomat vuote: ma tutti sono stati incastrati dalle telecamere degli impianti di videosorveglianza e tutti sono finiti a processo per insolvenza fraudolenta. Le somme contestate . È il caso di tre uomini accusati di aver fatto rifornimento di benzina in un distributore nel tratto teramano dell’A14 e di essere scappati senza pagare. Tre persone diverse, tre episodi non collegati tra loro avvenuti a distanza di mesi: unico comun denominatore lo stesso impianto. Rifornimenti per somme che oscillano tra 100 e 50 euro.

Ma il titolare non si è arreso: le immagini del sistema di videosorveglianza ritraevano perfettamente i numeri di targa delle vetture e quindi dopo averle estrapolate le ha portate alle forze delle ordine e ha presentato denuncia. Gli accertamenti hanno fatto il resto e in poco tempo i tre sono stati identificati e denunciati. Per tutti i vari pm titolari dei fascicoli hanno chiesto il processo e da novembre inizieranno i primi.

Dice l’avvocato Tommaso Navarra che assiste l’imprenditore titolare dell’impianto di carburante derubato: «Il sistema attuale di registrazione elettronica con telecamere consente l’immediata individuazione del responsabile con certezza di accertamento della responsabilità che dovrebbe dissuadere dal ripetersi di questi fenomeni. Il fatto che invece continuino a ripetersi dimostra di come vi sia sul territorio una difficoltà reale che determina il mancato pagamento anche di piccole somme».(d.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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