cronaca

In provincia attesi 220 rifugiati D’Alberto incontra il prefetto 

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TERAMO. Anche la città di Teramo prepara l’accoglienza ai rifugiati afgani. Ieri mattina il sindaco Gianguido D’Alberto e l’assessore al sociale Ilaria De Sanctis hanno incontrato il prefetto Angelo…

TERAMO. Anche la città di Teramo prepara l’accoglienza ai rifugiati afgani. Ieri mattina il sindaco Gianguido D’Alberto e l’assessore al sociale Ilaria De Sanctis hanno incontrato il prefetto Angelo de Prisco per fare il punto sulla tutela giuridica e l’ospitalità che possono essere garantiti sul nostro territorio.

Il Comune di Teramo tramite il progetto Sai (sistema di accoglienza a integrazione) può gestire l’accoglienza mettendo a disposizione dei rifugiati delle abitazioni come fatto in passato col sistema Sprar, ampliando senza grosse difficoltà anche il servizio in termini numerici. Alcuni alloggi sono già nella disponibilità dell’ente comunale, altri possono esserlo in tempi stretti. Dovrebbero essere circa 220 i rifugiati afgani, attualmente ospiti nell’hub di Avezzano, destinati al territorio teramano ma «non abbiamo ancora numeri nè tempistiche certi, tuttavia stiamo predisponendo tutte le azioni necessarie per fare la nostra parte come comune ma anche come ente capofila dei comuni vicini che non avendo attivo il progetto Sai potrebbero avere tempi più lunghi per attivare questo tipo di accoglienza» spiega l’assessore De Sanctis. Il Comune ha definito con la prefettura la cornice giuridica entro la quale ci si può muovere, tenendo in considerazione che «non si tratta solo di dare un tetto a delle persone fuggite da una situazione tragica, ma di provare a garantire un sistema di accoglienza più ampio che miri all’integrazione come fatto con lo Sprar. Lavoriamo su questi aspetti e chiederemo ai comuni vicini la disponibilità a partecipare a questa azione di accoglienza», conclude l’assessore. Oggi Teramo dà ospitalità a 87 stranieri del progetto Sprar, ed ha una disponibilità di altri 13 posti ma «non sarebbe difficoltoso, chiedendo al servizio centrale del Sai, l’incremento dei posti», precisa la De Sanctis. (v.m.)

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