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SISMA 2016: STRADA DISASTRATA, ZERO CANTIERI. LA RESISTENZA DELLA PICCOLA COMUNITA’ DI FRATTOLI

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TERAMO – A cinque anni dal terremoto del centro Italia, Frattoli, piccola frazione di Crognaleto, in provincia di Teramo, non solo non è stata riparata nessuna abitazione, ma i 27 ed eroici residenti che tenacemente sono rimasti a vivere su queste splendide montagne, oltre quota mille,   vivono in aggiunta il disagio di percorre quotidianamente una strada che ricorda quelle di Kabul, o scenari da fine ottocento, un percorso ad ostacoli pieno buche e voragini, crepe e detriti. Eppure per riasfaltare almeno la strada, di competenza della Provincia di Teramo basterebbero poco più di 180 mila euro.

Abruzzoweb ha incontrato uno dei residenti, il signor Adriano Marini, all’indomani di una protesta plateale dei cittadini che ha occupato la strada con cartelli e striscioni, e che dopo anni di disinteresse ha strappato la promessa, dal presidente della Provincia Diego Di Bonaventura, di un intervento si far per dire “immediato”, ovvero mettere toppe di asfalto, in attesa dei lavori di ripristino vero e proprio, previsti nel 2022.

La protesta ha sortito il primo effetto: si sono visti arrivare mezzi a ricoprire le buche l’asfalto.

“Quello che qui è accaduto, o meglio non è accaduto – spiega Adriano Marini  – ha di fatto rappresentato per noi abitanti non solo un disagio quotidiano, visto che quella strada la percorriamo oramai da anni a rischio di rimetterci l’osso del collo tutti i giorni, per andare al lavoro, per fare la spesa a valle.  Ha rappresentato anche un sconfortante segno di disinteresse per una piccola comunità, che però le tasse le paga come tutti gli altri cittadini. E fa riflettere che chi di dovere si sia finalmente mosso, promettendo di intervenire, solo dopo la nostra manifestazione, dopo anni di inutili lettere, segnalazioni e solleciti”.

Quella strada insomma in un piccolo paese terremotato, dove c’è solo un’apprezzata trattoria e nessun negozio, assume un valore determinante, anche dal punto di vista psicologico e motivazionale.

“Qui a Frattoli siamo rimasti a vivere 27 persone – spiega Adriano Marini -, innamorati del nostro paese. Sei nuclei familiari dal sisma del 2016  abitano nei moduli provvisori, visto che l’80% delle abitazioni sono inagibili. E questo significa che i tantissimi paesani che vivono altrove, in particolare a Roma, non possono più venire a trascorrere qui l’estate, non sapendo dove stare. Prima del sisma ad agosto raggiugevamo le 500 persone, ora non superiamo le 200, ma solo perché molti, pur di tornare, si sistemano a casa di amici e parenti”.

Fa dunque piacere, ma non  senza un retrogusto di amarezza che dopo cinque anni non solo la strada sarà, si spera, riparata definitivamente, ma che addirittura partirà a settembre il primo cantiere della ricostruzione.

“Certo che è una grande notizia – commenta con ironia Marini -, ma mi chiedo perché ci sono voluti cinque lunghi anni. Molte domande di contributo per la ricostruzione sono state presentate da tempo, e solo ora pare si stiano sboccando, risolvendo vari problemi di natura tecnica e burocratica. Almeno sulle case con danni lievi, per cui occorrono cantieri di pochi mesi e importi relativamente contenuti, si poteva intervenire molto prima, come si poteva intervenire molto prima per la riparazione della strada. Quello che abbiamo vissuto e stiamo vivendo  è forse l’esempio, non certo l’unico, del disinteresse delle istituzioni per le aree interne montane, a prescindere dal terremoto”

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